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mercoledì 15 maggio 2019

Recensione "Sognando Bologna" di Riccardo Bassi

Ciao Rumors. Oggi Vittorio ci parla di Sognando Bologna di Riccardo Bassi edito Gilgamesh Edizioni
Titolo: Sognando Bologna
Autore: Riccardo Bassi
Editore: Gilgamesh Edizioni
Genere: Giallo
Amazon

 All’opera terza, la scrittura di Riccardo Bassi si tinge di mistero. Intrighi polizieschi, strane appari-zioni, incredibili sparizioni e spunti di fantapolitica sono gli ingredienti portanti del suo nuovo ro-manzo con i quali, sullo sfondo di una Bologna carbonara (in odor di carboneria mazziniana e di rock alla Luca Carboni), cucina un piatto tutto italiano, tra Montalbano e Nikita. Non mancano l’amore, la palestra, i motori, le birre e le ragazze facili. Kevin, un belloccio dal passato non facile e dallo spessore piuttosto medio, vive così, insieme ad Alice, agente appartenente a corpi speciali indefiniti, un incubo che dura un libro intero. Sparatorie e gioielli, corruzione e terrorismo, mentori e filantropi. Dalla sua Milano nebbiosa e affumicata, dobbiamo immaginarci un Bassi giallista, diventato sposo e papà nel giro di pochi libri, che scrive questa storia a tratti commovente, ma spesso divertente, so-gnando le colline e le piazze della Grassa e Materna Bologna. E dopo qualche riga eccoci lì, in Piazza Maggiore, dove tra i rumori di sottofondo e la multietnicità dei nuovi residenti, pare di sentire ancora le voci di Dalla e di Carboni cantare insieme.

IL LIBRO CI È STATO DONATO  DALLA CASA EDITRICE 
 SENZA ALCUNO SCOPO DI LUCRO


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“La Dotta, La Grassa, La Rossa” sono sufficienti queste tre parole per evocare la città di Bologna nella mente, cuore e palato del lettore.
Tre parole che racchiudono magistralmente l’anima ed essenza più profonda di una città dalle tante e complesse sfumature.
Bologna va vista come un’affascinante donna quanto allo stesso tempo capricciosa, volubile, scostante e misteriosa.
Bologna è una città dove si mescolano piacere, cultura, desiderio   perdizione e rischio.
Era il lontano 1995 quando l’allora esordiente Enrico Brizzi scrisse “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” diventando in poco tempo non soltanto un caso editoriale ma il romanzo “cult” per più di una generazione.
Un romanzo capace di far vivere al lettore un’esperienza intesa, emozionante, avvolgente immedesimandosi nelle vicende sentimentali /esistenziali del giovane Frusciante.
Riccardo Bassi si cimenta con il suo terzo romanzo “Sognando Bologna” in una storia a metà strada tra il thriller e romance esistenziale che   non potrà non far scattare nel lettore, seppure con le dovute differenze narrative e stilistiche, un inevitabile e curioso confronto con il libro di Brizzi.
La Bologna di Bassi è molto diversa da quella immaginata da Brizzi, non tanto per la questione temporale, quanto piuttosto nel raccontare e mostrare come i trentenni d’oggi siano purtroppo negativamente diversi dai loro coetanei degli anni 90.

Con i primi incapaci d’affrontare con responsabilità ed efficacia le difficoltà del quotidiano.
Il Jack Frusciante di Brizzi pur avendo solamente 17 anni   emanava il desiderio e determinazione di fare, conoscere, sperimentare e soprattutto di mettersi alla prova.
Invece il trentenne Kevin di Bassi fin dalle prime pagine appare “rassegnato” a vivere una vita ripetitiva e monotona scandita dal lavoro, palestra e dai rassicuranti giri con l’amata moto.
Kevin cresciuto dal bizzarro quanto affettuoso Padre Aristide, si porta dentro di sé le ferite di un passato doloroso, spingendolo così ad erigere un muro emotivo tra sé ed il mondo.
 Ma allo stesso tempo Kevin   corteggia contemporaneamente   tre belle quanto diversissime ragazze, dimostrando una disarmante immaturità anche in campo sentimentale.
All’interno di una storia    dal gusto generazionale e dalla sfumatura quasi nichilista, l’autore inserisce la tematica thriller o se preferite spy story, gettando le basi per un soggetto narrativo   complessivamente intenso e ricco di colpi scena.
Ma   sfortunatamente sviluppato in modo poco chiaro, lineare e soprattutto risultando frettoloso e poco approfondito nei passaggi cruciali della storia.
Riccardi Bassi ci mette cuore, passione e talento nel trasmettere profondità, umanità e fascino ad Kevin ed agli altri personaggi, ma solamente a tratti i suoi sforzi creativi ed autoriali si rivelano vincenti.
“Sognando Bologna” è una lettura gradevole, briosa, a tratti anche avvolgente, pur lasciando   nel lettore la sensazione di un potenziale emotivo e narrativo sfruttato solamente in parte.  
Probabilmente se l’autore avesse profuso una maggiore attenzione  nei dettagli e magari si fosse  concesso un’ulteriore riflessione nella costruzione dell’impianto narrativo probabilmente molte delle criticità riscontrate oggi sarebbero venute meno.
“Sognando Bologna”, al di là delle criticità e sensazioni sopracitate, rimane un romanzo di taglio generazionale che può comunque legittimamente aspirare al titolo di “Jack Frusciante” 3.0

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