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domenica 1 luglio 2018

Recensione "L'intrigo: Guanti puri e senza macchia" di Cesario Picca

Ciao Rumors. Oggi il nostro Vittorio, ci parla di L'intrigo: Guanti puri e senza macchia  diCesario Picca 
Titolo: L'intrigo: Guanti puri e senza macchia 
Serie: Gialli Picca...nti Vol. 5
Autori: Cesario Picca
Editore: Self Publishing
Genere: Thriller
Prezzo: Eur 2,99
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La luce della saggezza illumina gli onesti...
La morte di un importante e coraggioso banchiere in un incidente stradale tra Soverato e Catanzaro si intreccia con un’offensiva politica, mediatica, giudiziaria e clericale contro la Massoneria. Le obbedienze italiane, e in particolare gli iniziati siciliani e calabresi, devono difendersi dalle infamanti accuse di collusione con le organizzazioni criminali da parte della commissione Antimafia. Eppure non sono loro ad arricchirsi con il gigantesco flusso di risorse pubbliche destinato all’accoglienza dei migranti. Al contrario, i massoni tentano di impedire che quel denaro si disperda in infiniti rivoli che sembrano condurre verso uno stretto connubio tra clericalismo, politica e criminalità organizzata.
C’è molta cronaca in questa ennesima avventura gialla del cronista salentino Rosario “Saru” Santacroce alle prese con una pericolosa indagine che parte dalla Calabria e coinvolge l’intera penisola. Sullo sfondo c’è il mondo dell’esoterismo, un universo poco conosciuto e, forse proprio per questo, tanto chiacchierato. Un modo originale per conoscere i simboli massonici e il loro significato, i personaggi, la loro storia e il loro prezioso contributo al bene e al progresso dell’umanità.
L’impegno e l’abnegazione di una pm in prima linea e di una determinata poliziotta, già scampata a un agguato, permetteranno di svelare l’intrigo che si cela dietro un mortale intreccio di falsi dossier, giornalisti prezzolati, interessi economici, politici corrotti e clerici poco propensi alla carità cristiana. 
Compagne di vita, con la complicità di Saru, le due donne faranno scattare le manette ai polsi di onorevoli, imprenditori, uomini di chiesa e boss mafiosi che vedono nella Massoneria l’unico ostacolo ai loro progetti di arricchimento personale. 
E quando l’azione di inquirenti e investigatori si rivelerà insufficiente, ci penserà il caso a impedire che il sonno della ragione generi un nuovo mostro spingendo una labile mente, obnubilata da campagne di odio, a mettere a segno il proprio disperato disegno di morte.



Tutti possono scrivere un romanzo.
In tanti, troppi pensano d’aver scritto il bestseller dell’anno e ritenendosi legittimati ad aspirare al Nobel per la Letteratura.
Per un novello autore è più “semplice” seguire “la moda” letteraria del momento, dedicandosi alla scrittura di un thriller e/o di un romance sperando così d’ottenere il consenso del lettore.
Ma la differenza tra un aspirante scrittore ed uno vero si manifesta quando quest’ultimo dimostra di possedere il coraggio oltre che il talento nell’affrontare, in modo creativo e credibile, tematiche scottanti e politicamente scorretti.
Cesare Picca ha  dato prova di possedere queste indispensabili doti scrivendo un romanzo originale quanto drammaturgicamente urgente.
“L’intrigo: Guanti puri e senza macchia” infatti non è altro che un duro, puntale ed onesto atto d’accusa nei confronti della nostra corrotta classe politica e dello scellerato patto stretto con la criminalità organizzata nel trasformare il tragico tema dell’accoglienza in un ricco e crescente business.
Picca  non esita a mettere sul banco degli imputati anche le più alte sfere religiose oltre quelle politiche ed imprenditoriali, facendo emergere un quadro di diffusa illegalità ed avidità, gettando una desolante e amara ombra per il futuro del nostro Paese.
“L’intrigo: Guanti puri e senza macchia” ha anche l’apprezzabile obiettivo narrativo e culturale di porre fine all’ atavico   pregiudizio nei confronti della Massoneria e dei suoi componenti, additati ingiustamente dalla distratta ed “ignorante” opinione pubblica, come un’organizzazione misteriosa e pericolosa per il nostro Paese.  
Una doppia ambiziosa e difficile scommessa narrativa e sociale che i due autori hanno complessivamente vinto   costruendo un romanzo giallo, ambientato nella calda, bella ed ambigua Calabria, capace di far entrare il lettore dentro una storia avvincente, coinvolgente e vibrante come pathos e ritmo narrativo.
Picca nell’intento di mostrare e denunciare gli abusi e soprusi di una parte dello Stato e della cosiddetta società civile, sono stati altresì meritevoli nel sottolineare come esistano ancora figure oneste e leali tra i ranghi dello Stato e giornalisti seri e preparati, pronti anche a rischiare la propria vita per amore della verità e della giustizia.
Rosario Santacroce, Carla De Paolis e Maria Cota sono i tre protagonisti di questa complessa e rischiosa indagine, nata dopo l’apparente incidente mortale di Don Gianni Matano, integerrimo proprietario di una banca locale calabrese.
Il lettore conosce ed apprezza le virtù umane e professionali di questi personaggi seguendone con curiosità ed attenzione le loro scelte ed azioni e sostenendoli nella loro solitaria sfida al sistema.
“L’intrigo: Guanti Bianchi e senza macchia” presenta un impianto narrativo agile e lineare e uno stile di racconto semplice quanto intenso che consente   al lettore di “divorare” il romanzo rapidamente e piacevolmente.
L’accoglienza è un dovere morale oltre che politico, ma altrettanto netto e fermo deve essere il controllo e la condanna per chi specula sul dolore e disperazione di uomini e donne fuggiti dalla guerra e dalla povertà estrema.
“L’intrigo” è l’ideale promemoria per il lettore italiano influenzato da fake news e slogan politici d’effimera sostanza ma di grande impatto mediatico.

Vittorio.

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