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venerdì 14 aprile 2017

Scena Bonus "Corrupt Valentine’s Day" di Penelope Douglas

Ciao Rumors. Pochi giorni fa è uscito Il mio sbaglio più grande di Penelope Douglas edito Newton Compton. Vanessa ci ha fatto un grosso regalo. Ci ha tradotto delle scene bonus pubblicata sulla pagina dell'autrice. 

Piccolo estratto delle scene bonus del Corrupt Valentine’s Day pubblicate sulla pagina autrice di Penelope Douglas (http://www.penelopedouglasauthor.com/extras/bonus/corruptvalentines.php)
I fatti raccontati si svolgono qualche mese dopo la fine del “Il mio Sbaglio più grande” (Corrupt).
Se non avete ancora letto “Il mio sbaglio più grande” sappiate che questo intero estratto è uno SPOILER.
Traduzione a cura di Vanessa Ceschin-vietata la riproduzione!!

Il giorno di San Valentino
Premessa
Rika, Michael, Will e Kai stanno andando in Limousine al teatro dell’opera, dopo essere passati a vedere il nuovo immobile acquistato da Michael, per fondare un nuovo club di scherma e arti marziali, il Graymore Cristane, società che vorrebbe formare insieme a Rika, Will e Kai e che Michael ha dato in dono a Rika come regalo per San Valentino.
Rika
La limousine correva per le strade della città, la vista esterna diventava sempre più luminosa e più frequentata, mentre tutti e quattro ci dirigevamo verso il teatro dell'opera. Ero seduta e fissavo la pioggia con Michael accanto a me e Kai e Will di fronte a me, intenti a guardare i loro telefonini.
Ma subito dopo delle braccia mi afferrarono, e rimasi a bocca aperta mentre Michael mi trascinava sul suo grembo. “Michael!” Sussurrai.
“Vieni qui,” sussurrò, attirandomi vicino.
Ma cercai di fare leva su me stessa per sfuggire alla sua presa. "Smettila."
“Non posso.”
Ignorai Will e Kai dietro di me, senza preoccuparmi di guardare e di vedere qualche sorrisetto impudente mentre parlavo guardando Michael dritto in faccia. “Se vuoi fondare una società che includa anche me, non mi puoi maltrattare di fronte a loro. Non voglio essere vista come una bambina debole che si piega ogni volta che la tocchi.”
 “Loro non ti vedono in questo modo”, mi placò, fissando le mie labbra. “Vedono me così.”
Le sue dita dalle mie spalle scivolarono sul lato del mio vestito mentre l'altra mano mi accarezzava tracciando una scia lungo la mia gamba e scomparendo sotto il mio vestito.
“Che cosa stai facendo?” lo accusai, cercando di ignorare il modo in cui la mia pelle formicolò all’istante.
“Non ti è piaciuto il tuo regalo”, disse.
Le sue dita mi sfiorarono sotto il ginocchio, e ignorai il brivido che mi attraversò la schiena. Almeno ero grata che il vestito fosse lungo e con tanti strati per nascondere quello che stava facendo.
“Sì, mi è piaciuto”, risposi.
“Beh, forse ti piacerà di più questo.” Cercò nel vano della porta e tirò fuori una piccola scatola, consegnandomela.

Mi imposi di non sorridere, ma mi scappò comunque un piccolo sorriso. Ero arrabbiata con lui. Non solo aveva tirato fuori il dojo e la nuova società, mettendomi alle strette di fronte ai ragazzi, ma mi preoccupavano soprattutto le ragioni per cui lo aveva fatto.
Presi la scatola e l’aprii, vedendo un bellissimo astuccio d'argento con dei disegni intagliati su di esso. Lo tirai fuori e aprii il coperchio e trovai dei fiammiferi. Mi misi a ridere per la sorpresa.
Era un antico porta fiammiferi. Una versione del 1800 di una scatola di fiammiferi da aggiungere alla mia collezione. Solo Michael mi conosceva cosi bene da sapere quanto tutto questo mi avrebbe fatto piacere.
Avvicinandolo al mio naso, inalai, sentendo l'odore del fosforo e dello zolfo.
“Natale e fuochi d'artificio,” Michael rifletté guardandomi.
“È bellissimo”. Chiusi il coperchio e lo tenni stretto in mano. "Grazie."
“Sei nervosa per la società, non è vero?” Tenne la voce bassa, mantenendo la nostra conversazione privata.
"No, non proprio."
“Allora cosa c'è che non va?”
Mi fissai le mani e poi feci un respiro profondo, alzando gli occhi verso di lui. “Sono preoccupata che tu abbia acquistato il dojo, e fatta questa società per tenermi vicino.”
“Perché non dovrei desiderare di averti vicino?”
“Sai cosa voglio dire,” ribattei, guardando oltre per vedere se Will era ancora sepolto nel suo telefono e Kai stesse fissando il suo. Avevo però la sensazione che stesse ascoltando.
Girandomi di nuovo verso Michael, sussurrai, “Avevo già detto che volevo trovare un lavoro part-time, e oh guarda, improvvisamente tu mi trovi qualcosa da fare quando non sono a scuola. Ora saprai sempre dove mi trovo, e se tu non ci sei, ci saranno i tuoi amici a tenermi d'occhio”.
Si appoggiò allo schienale, guardandomi con attenzione. “Pensi che io non mi fidi di te?”
Rimasi in silenzio, non sapendo cosa pensare. Qualche settimana fa gli avevo detto che stavo pensando di cercare un lavoro part-time per farmi un po’ di esperienza, e lui mi era sembrato nervoso. Non so se fosse per il fatto che il mio tempo non avrebbe più ruotato solo intorno a lui o se avesse più paura che io mi facessi una vita che non lo coinvolgesse più, ma sospettavo che fosse più la seconda. Tirò un sospiro, guardandomi. “Se non mi fidassi di te, ti metterei nella stessa stanza con Kai tutti i giorni e tollererei che ti desse lezioni private di Kendo?”
Mi accigliai, sapendo che aveva ragione. Parlavamo raramente di quello che era successo tra noi tre, ma Michael sapeva esattamente a chi apparteneva il mio cuore, ed ero felice che non avesse alcun dubbio.
"Non c'è nessuno di cui mi fidi più di te." Sussurrò.
E poi guardai i suoi occhi scintillare sopra la mia spalla verso Will e Kai prima di tornare a guardarmi. "Nessuno", ripeté.
Un calore inondò il mio petto, e mi sentii sollevata. Sapevo che teneva ai suoi amici, ma era importante sapere che io venivo prima.
"Ma hai ragione", continuò, i suoi occhi nocciola tesi verso di me. "Ti voglio vicino, io starò via molto, tu resti spesso sola, e se io non posso essere lì, mi sentirei molto meglio sapendo che ci sono loro. Damon è ancora là fuori, dopo tutto."
Sospirai e annuii. "Lo so e ho capito, ma non puoi gestire minuziosamente la sicurezza". Rivolsi il mento verso i ragazzi dietro di me. "E se vuoi che Graymore Cristane funzioni, non posso essere sempre coccolata."
"Va bene", ammise. "La smetterò." E poi si chinò a baciarmi, sussurrando sulle mie labbra, "Non appena Kai ti avrà insegnato alcune mosse di Jujitsu."
Sbuffai, tirandomi indietro, ma lui avvolse il suo braccio intorno a me ancora più stretto, il suo alito caldo sempre più affannato.
"Fermati." Lo rimproverai silenziosamente. L’altra mano risalì di nuovo verso l'interno della mia gamba, scomparendo sotto il mio abito mentre mi catturava il labbro inferiore tra i denti.
"Solo un assaggio," sussurrò. "Per favore?"
La sua mano si intrufolò tra le mie gambe mentre le sue labbra e la lingua mi catturavano la bocca. "Michael, no," sussurrai-urlando, cercando di spingere la mano giù verso il basso attraverso il mio vestito.
Ma le sue dita improvvisamente incontrarono la pelle e uno sguardo sbalordito gli attraversò il volto. Continuò a trascinare la mano su, su, su, vicino a quel calore, al momento molto bagnato, che albergava tra le mie gambe, e io piagnucolai, le sue dita che accarezzavano la mia pelle nuda.
Un calore gli riempì gli occhi mentre mi guardava. "Calze di pizzo e nient'altro?" mi accusò.
"Non si fa così, Rika."
Cazzo, sentii il rigonfiamento sotto di me che si ispessiva e induriva, e lui che mi attirava più vicino, le nostre labbra che pascolavano tra loro mentre le sue dita si piegavano intorno alla parte interna della coscia, quindi molto vicino a dove non dovevano essere in questo momento.
Avevo pensato che sarebbe stato sexy prenderlo un po’ in giro questa sera non indossando nulla, tranne le calze sotto il vestito, e mentre ero rimasta sorpresa per il fatto che avevamo anche la compagnia di Will e Kai, non pensavo che avrebbe cercato di palparmi a un metro e mezzo di distanza da loro. "Dannazione," ansimò, scoprendo i denti mentre assaggiavo il suo respiro.
"Questo è un problema."
Chiuse gli occhi, sfiorando la punta del naso sulla mia guancia e giù per il collo inalando profondamente. Lasciò una scia di piccoli morbidi baci sulla mia pelle, e il calore si riversò nella mia pancia mentre il mio respiro si faceva più superficiale.
Gettai uno sguardo veloce sopra la mia spalla e vidi che Will era ancora all'oscuro di quello che stava succedendo mentre si versava un altro drink e Kai stava ancora fissando il suo telefono. Ma le sue labbra incurvate mi dissero che non era affatto ignaro di ciò che stava accadendo ma aveva distolto lo sguardo per rispetto.
Ma proprio in quel momento le dita di Michael sfiorarono la mia figa, e feci un respiro mentre rivolgevo i miei occhi di nuovo su di lui. "Fermati," Ia bocca aperta, il cuore in gola.
"Guardami, piccola," sussurrò, prendendo le mie labbra con brevi e rapidi baci.
"Dio ti amo."
"Michael, per favore, supplicai, chiudendo gli occhi e gemendo quando le sue dita, nascoste nel mio abito, iniziarono a strofinare il mio clitoride in cerchi provocatori.
"Per favore cosa?" mi prese in giro, mordendo di nuovo le mie labbra. "La tua bocca dice 'no', ma il tuo corpo sta dicendo qualcosa di diverso. Sono confuso."
Stronzo. La pulsazione tra le mie gambe batteva sempre più forte, e volevo cosi tanto allargare le mie gambe da sentirmi male.
"Non siamo soli." Grugnii.
"Lo so." Sorrise, amando la mia sofferenza. "E posso sentire quanto tutto questo ti stia eccitando in questo momento. Dammi tregua. Sono passati giorni da quando ho avuto la mia lingua e il mio cazzo sepolti dentro di te."
Trasalii, cercando di trattenere il gemito che lottava per uscire fuori. Il ricordo di quando mi ero svegliata quattro mattine fa con le mie gambe divaricate e la sua lingua su di me come se stesse morendo di fame era ancora così dannatamente vivo tanto da poterlo ancora sentire.
"Continua a piagnucolare così”, mi schernì. “È così dannatamente eccitante.”
Le sue dita vorticavano intorno e intorno, e io ero così bagnata e frustrata. Mi leccai le labbra secche e afferrai il bavero della sua giacca. E poi gridai, "Accosta, per favore!"
Il petto di Michael venne scosso da una risata, e guardai sopra la spalla verso l’autista. "Adesso!"
"Sì signora."
Gli occhi di Kai e Will erano fissi su di noi, Will ci guardava confuso.
Michael seppellì le sue labbra sotto il mio orecchio mentre l’autista accostava verso il marciapiede, e io guardai i ragazzi.
"Il teatro dell'opera è a pochi isolati di distanza. Camminate.”
Sentivo il respiro di Michael nel mio orecchio mentre Kai ridacchiava prima di scuotere la testa e alzarsi. "Sbrigati," sollecitò e aprì la porta, e sia lui che Will uscirono.
Sbatterono la porta e Michael spinse il pulsante, alzando il vetro della privacy tra noi e l'autista.
"Guida intorno finché non ti avviserò di fermarti", ordinò prima che la finestra si chiuse.
"Si signore."
Non appena il vetro si fu alzato, le labbra di Michael si schiantarono verso il basso sulle mie, e le sue mani erano già fuori dal mio vestito e intorno alla mia schiena, lavorando sulla cerniera.
"Cazzo, mi sei mancata," ringhiò, tirando giù la cerniera e aprendo il vestito dietro la schiena.
Lo tirai via e mi alzai, chinandomi verso di lui, mentre mi liberavo dell'abito. Cadde sul pavimento della limousine, e Michael mi attirò a sé, baciando e mordicchiando il mio ventre prima di prendere uno dei miei seni in bocca.
Gemetti, senza preoccuparmi di tenere la voce bassa questa volta.
"Anche tu mi sei mancato." Mi divorò, mordendo il mio capezzolo e facendolo indurire mentre lo tirava con i denti. Rabbrividii, sentendo un vortice che cresceva nel mio stomaco nel momento in cui passò le mani su e giù fra le mie cosce.
"Queste calze mi stanno uccidendo", disse, stringendo il mio culo e stuzzicandomi. "Sdraiati".
"No, ti voglio cavalcare", dissi, arrampicandomi su di lui e mettendomi a cavalcioni.
"Sei sicura?" mi chiese, slacciandosi la cintura e aprendo i pantaloni. Annuii in fretta. Le finestre erano oscurate, ma lui sapeva che mi sarei sentita ancora esposta. Però ero troppo eccitata per curarmene.
Tirò fuori il cazzo, e trattenni il respiro mentre si prendeva la testa in mano e la strofinava intorno al mio clitoride, prendendosi gioco di me.
"Veramente molto romantico, vero?"  si rimproverò. "Mi dispiace, tesoro."
"Non scusarti," Mi immobilizzai, mentre scendevo in basso verso di lui amando ogni fottuto secondo mentre lui scivolava dentro di me.
"Non è questo il ragazzo di cui mi sono innamorata. Non ho bisogno di romanticherie. Ho solo bisogno di questo."
Girai i miei fianchi indietro e mi abbassai di nuovo, sentendo il suo gemito vibrare attraverso la mia mano sul suo petto.
E poi baciai le sue labbra, assaporando la prima volta che mi aveva toccato nelle catacombe e la prima volta che mi aveva baciato nel magazzino. La prima volta che mi aveva abbracciato nel cimitero quando avevo tredici anni, e la prima volta che era stato dentro di me.
"Non fermarti mai."
Mi mossi sempre più in fretta, ruotando i miei fianchi su di lui, entrambi gemendo e sospirando fino a quando non raggiungemmo una tale frenesia da sentire una goccia di sudore scivolarmi giù lungo la schiena.
"Vieni, piccola," ringhiò, afferrandomi il culo così forte che pensai che avrei avuto i lividi. La sua bocca prese uno dei miei seni, e io lo cavalcai più forte, sentendolo colpire quel luogo così profondo tanto da voler solo andare avanti cosi per sempre. Niente era meglio di lui.
"Non fermarti mai," Rimasi senza fiato sentendo la pressione e il calore e non avrei potuto smettere neanche se lo avessi voluto. "Mai", disse a denti scoperti, stringendo i miei fianchi ancora di più. "Voglio la tua figa più di quanto voglio respirare, cazzo.
Sorrisi, incapace di trattenermi dal ridere. "Ora si che sei romantico."
Anche lui scoppiò in una risata, tutto il suo corpo che tremava e rompeva il nostro ritmo.
"Fottiti, Mostriciattolo. Ci ho provato."
Scossi la testa, avvolgendogli le braccia intorno al collo, e guardandolo. "Non lo fare". Lo istruii. "Sai cosa mi piace. Basta che mi schiaffeggi sul culo e che mi avvolgi la mano intorno al collo durante la mia doccia mattutina”.
Sorrise, appoggiando la testa all'indietro e chiudendo gli occhi mentre riprendevo il ritmo.

"Questa è la mia ragazza." 

Traduzione a cura di Vanessa Ceschin-vietata la riproduzione!!

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