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giovedì 23 febbraio 2017

Release Party "Guarda dentro me" di Carmen Bruni


Ciao Rumors! Oggi il blog partecipa al Release Party per l'uscita del nuovo romanzo di Carmen Bruni targato Fabbri Editori, Guarda dentro mesecondo capitolo della serie Rainbow of love. Per l'occasione, vi facciamo leggere in anteprima alcuni estratti tratti dal libro.
Titolo: Guarda dentro me 
Serie: Rainbow of love
Autrice: Carmen Bruni
Editore: Fabbri Editori
Genere: Contemporary Romance
Prezzo e-book: € 6,99
Prezzo cartaceo: € 16,90
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2017
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Quando Annabelle cammina per strada non passa di certo inosservata. È abituata agli sguardi degli uomini, e persino delle donne, perché è bella da togliere il respiro. Peccato che ovunque vada crei scompiglio, come nella casa di Giorgia e del fratello Carlo, di cui diventa la nuova coinquilina.
Convivere con lei infatti, non è per niente facile, anzi può rivelarsi davvero snervante: è indisponente, distaccata e si trincera sempre dietro una corazza gelida e impenetrabile, in cui sentimenti ed emozioni non possono filtrare. E questo tutto a causa del suo difficile passato.
Ma anche Carlo, gran latin lover, all'apparenza solare e disponibile, ha i suoi lati oscuri e alle spalle brutte esperienze che lo hanno ferito nel profondo.
Tra i due si scatena subito un'attrazione fisica sconvolgente. E giorno dopo giorno, inizierà a nascere qualcosa di più, qualcosa di imprevisto per entrambi. Ammetterlo significherebbe per loro venire meno alle loro convinzioni, ma non potranno comunque evitare di dar vita a un duello d'amore, fatto di stoccate maliziose, affondi audaci e fendenti letali...
Quanti colpi dovranno schivare prima di rendersi conto che, quando c'è di mezzo il cuore, non si tratta di vincere o perdere, bensì di sopravvivere?

Estratti
Carlo

Ascoltai il mio ennesimo sospiro, poi voltai la testa di scatto e osservai l’altro lato del letto.
Vuoto.
La luce dei lampioni della strada, che filtrava tra le fessure delle imposte, mi permetteva di scorgere le increspature delle lenzuola e gli avvallamenti del cuscino.
C’era ancora qualche traccia di lei. Ma era tutto freddo e sbiadito. Man mano che il suo calore svaniva, anche i colori si spegnevano.
Ogni cosa era dannatamente grigia.
Dov’era la sua pelle candida? Quei capelli come raggi di sole? Gli occhi verde smeraldo che mi avevano scaraventato in un mondo nuovo?
Serrai la mascella e rivolsi lo sguardo al soffitto stringendo un lembo di coperta fra le dita.
Come mi ero ridotto?
Non so quanto tempo impiegai a scacciare il caos dalla mia testa. Forse troppo, forse troppo poco.

Annabelle

Tutto ciò che stava accadendo, anzi, che non stava accadendo, era imbarazzante.
Nonostante ci fosse parecchio rumore, io udivo soltanto un debole chiacchiericcio. Eppure vedevo che la gente intorno a noi muoveva la bocca, che i camerieri parlavano. E vedevo pure le coppiette che si tenevano la mano, le guglie del Duomo illuminate dai faretti e quelle stupide candele nelle ampolle di vetro che rendevano l’atmosfera maledettamente romantica.
Io odiavo il romanticismo in tutte le sue forme. Forse ero l’unica donna sulla faccia della Terra, ma che ci potevo fare?
Cioccolatini, fiori, petali di rosa, frasi sdolcinate, sottofondi musicali… il solo pensiero mi angosciava. Probabilmente ero affetta da una di quelle «malattie rare» di cui parlano in un programma su RealTime. A ogni modo avrei fatto meglio ad ascoltare il mio sesto senso e tornare a casa. Da quella serata non poteva derivare nulla di buono.
«Sei a disagio» affermò Carlo d’un tratto rompendo il silenzio. 
Mi morsi le labbra e accavallai le gambe, accarezzando distrattamente il tessuto dei jeans. «Anche tu.»
Annabelle

Corrugai la fronte. «Non sono una che si lascia usare facilmente. Di solito è il contrario.»
«Non lo avevo mai sentito dire da una ragazza.»
«C’è sempre una prima volta.»
«Quindi, può essere che Carlo non abbia più il cuore nero.»
«Cuore nero?»
«Mia madre lo chiama così. È disperata, è quasi convinta che rimarrà scapolo per tutta la vita e che lo è stato anche in quelle precedenti. Ha delle riserve pure verso quelle future.»
«Stai correndo troppo» mormorai.

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