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giovedì 30 giugno 2016

Recensione "La Trilogia delle spose" di Anonima Strega

Ciao Rumors, oggi la nostra Fabiana Andreozzi, ci parlerà di una trilogia dalle sfumature dark fantasy, "la Trilogia delle spose",  di Anonima Strega, che comprende , "Le spose della notte", "Luna di notte"infine l'ultimo volume il libro " La fine della notte".
Titolo: Le spose della notte
Autore: Anonima Strega
Genere: Dark Fantasy
Editore: Self Publishing
Pagine: 219
Prezzo: ebook 1,99- Gratis su kindle unlimited

I potenti maghi che stanno cercando di sedurti possono dire il falso o il vero. Solo tu puoi scoprire chi ha ucciso le tue compagne di congrega.
Notte di Halloween. Dunia sta festeggiando in un locale con le compagne della Congrega, quando una consorella viene misteriosamente uccisa. L’amico Sabisto, appartenete al credo esoterico della Loggia, protegge le streghe con un rito di magia sessuale, e le aiuta a indagare non solo sulla morte della consorella, ma anche su quella di tutti i compagni trucidati quella stessa notte. I loro cammini s’intrecciano con quelli di tre membri dell’oscura Cabala: il seducente Elias, l’ex confratello Ramòn e il mezzelfo Fulke. I maghi forniscono tre diverse versioni dei fatti. Secondo Elias è la Loggia che le sta manipolando per i suoi scopi; ma per Ramòn, che si dichiara doppiogiochista per proteggerle, la colpa è proprio di Elias, che ha in mente un progetto assolutista per portare avanti un unico credo. E poi c’è Fulke, che afferma di appartenere ai servizi segreti magici. Dunia potrà fidarsi di quest’uomo tanto arcano e bizzarro?


Titolo: Luna di notte  #2
Autore: Anonima Strega
Genere: Dark Fantasy
Serie: La Trilogia delle spose
Editore: Self Publishing
Pagine: 219
Prezzo: ebook 1,99- Gratis su kindle unlimited 

È possibile, senza magia, redimere il Male?
I maghi e le streghe che si sono scontrati nella notte del solstizio sono condannati dall’Alto Consiglio per aver agito in modo discutibile. A Dunia è imposta una pericolosa punizione esemplare: una Luna nella prigione magica con Elias. Qui, secondo le istruzioni di Jeremiah, affascinante membro del Consiglio legato alla Cabala, dovrà spingere il nemico a gettarsi nel burrone dell’oblio, per restituirlo alla comunità magica con tutti i suoi poteri e un’identità ripulita. La caverna è dominata da un’entità demoniaca che toglie ai prigionieri ogni possibilità di usare la magia, e che si dichiara intenzionata a proteggere Dunia, impedendole tuttavia di fuggire da quello che fino a quel momento pensava fosse il rivale peggiore. Ma quali sono le reali intenzioni del misterioso Jeremiah?

Titolo: La fine della notte #3
Autore: Anonima Strega
Genere: Dark Fantasy
Serie: La Trilogia delle spose
Editore: Self Publishing
Pagine: 219
Prezzo: ebook 1,99- Gratis su kindle unlimited

Elias è libero, privato della memoria, e sta svolgendo il programma di recupero impostogli dal Consiglio, mentre Dunia, riunitasi alle consorelle, scopre di essere incinta. Jeremiah è occupato a tenere sotto controllo un’area in cui pare che i piani di procreazione della Loggia siano ancora in atto, ma continua a lavorare per accordare privilegi a Dunia. Il Consiglio vorrebbe che le ragazze si stabilissero a Palazzo, ma Jeremiah pressa affinché Elias e Dunia non si incontrino. Quando Dunia, incitata da un rituale che ha messo lei e le consorelle in guardia nei confronti della Loggia, decide di rivelare la verità sulla gravidanza a Jeremiah, questi cede al Consiglio e porta a Palazzo le tre donne per proteggerle, ma non sa che qualcuno di molto vicino sta manovrando in segreto contro di loro. Fra un rituale e un incontro, però, certi stimoli visivi possono far riaffiorare i ricordi anche in chi non dovrebbe averne più...

Ho deciso di scrivere un’unica recensione per questa trilogia per meglio rendere l’idea di come è stato avvincente e coinvolgente la mia immersione in questa lettura. Si è trattata di una vera e propria full immersion durata 3 giorni, in cui ho davvero fatto fatica a mettere via il kindle… è riuscito anche a tenermi sveglia la notte, fino a quando non ho incontrato con i miei occhi la parola fine e vi dico che ultimamente causa la stanchezza assoluta un libro e un letto mi causano abbiocco immediato. L’aver contrastato il sonno e il sopraggiungere di Morfeo, almeno per me, è l’indice che mi rivela quanto ho amato un libro.
Sono una grande appassionata di Urban fantasy, ma in queste settimane mi trovavo nella mia fase rosa e quindi prima di aprire il romanzo, ho passato qualche giorno nella fase “leggo o non leggo”, beh non mi sono mai pentita così tanto di aver tardato la lettura.
Per cominciare i protagonisti della storia sono streghe, maghi, elfi, mannari, un concentrato di figure fantastiche che sono tra le mie preferite, e per fortuna niente vampiri che non ce la faccio più a sopportarli dopo twilight :D Maghi e streghe non hanno nulla a che vedere con l’universo Potteriano, ma attingono le loro radici nel culto della magia bianca, la magia nera, la cabala, le congreghe, le festività celtiche, i riti per richiamare gli elementi… insomma io avevo gli occhi a cuoricino durante la lettura e non vi nascondo che ne avrei voluto molto ma molto di più.
Poi ho fatto voli pindarici e mi sono immaginata di tutto e di più, cominciando a fantasticare che ogni libro fosse dedicato a una delle tre consorelle con cui si apre il primo romanzo, Dunia, Titania e Diamara, anche perché arrivati all'ultima pagina le vicende potrebbero perfettamente essersi concluse e io mi ero tuffata al buio senza neppure leggere la sinossi. Invece l’intera trilogia ci narra la storia di Dunia, una delle tre streghe, quella che tra parentesi risalta per il carattere più scontroso e ombroso e dà del filo da torcere a tutti quelli che le capitano intorno. Sono contenta che la scelta sia ricaduta su di lei perché le altre due streghe non brillavano molto per acume e intraprendenza, ma erano molto sensibili all'innamoramento e a lasciarsi andare sessualmente.

Il tutto inizia in maniera veramente cruenta e si tocca l’apice del dramma con una serie di morti cruente, da qui inizia l’indagine, il mistero. Il non potersi fidare di nessuno e al tempo stesso lasciar credere a tutti di fidarsi dell’uno ma forse non dell’altro. Nulla è certo, nulla è definitivo, tutto è oscuro persino agli spiriti che vengono evocati e che parlano in maniera sibillina. Non vi posso dire nulla perché altrimenti rovinerei l’atmosfera di attesa e di ricerca della verità. Io come Dunia e le altre streghe mi sono sentita confusa e smarrita, accusando di volta in volta un colpevole o un altro.
Del primo quello che “ho odiato” è l’interesse di Dunia per una certa persona… ok, non vi posso svelare nulla altrimenti vi rovino la sorpresa ma diciamo che io con quel soggetto non ce la vedevo proprio e faticavo a comprendere il motivo del suo interesse, come del resto faticavano a comprenderlo anche altri personaggi della storia.
Ovviamente io ho parteggiato tutto il tempo per il mannaro, di cui non posso svelarvi nulla, ma è veramente tanta tanta roba.
Poi inizia il secondo volume e tutto si capovolge di nuovo, lasciandomi piacevolmente sorpresa, contenta di questo rimescolare di carte, così contenta che praticamente ho dovuto leggere di straforo in posti in cui non mi era proprio concesso, o per mia incolumità non era proprio il caso di farlo.
Di questo secondo volume, non ho semplicemente amato questo cambio radicale di scenario ma anche un nuovo personaggio arrivato sulla scena, il demone Bulkruth, che a tratti mi ricordava un po’ il genio della lampada in Aladdin, per la sua parlantina a fiume.
Quelle cose che sgusciavano dalle sue spalle erano ali. Enormi ali di pipistrello a riposo.
La faccia scura e spigolosa aprì una sorta di sorriso e lunghe zanne gialle lasciarono scivolare fuori la voce di Bulkruth: «Ti senti sola?»
«Bulkruth?» provò a indovinare, quasi certa della risposta.
«Al suo servizio.» E il demone fece un gesto con un artiglio come per invitarla a tornare al suo posto.
«Non così sola, diciamo.»
Il demone non si può non amare per i suoi modi di fare a volte discutibili dettati un po’ dalla noia della sua condanna eterna alla solitudine, un po’ per i suoi rozzi approcci sessuali che finiscono tutti male, ma soprattutto perché assume il ruolo di una coscienza che spinge Dunia ed Elias a riflettere e a guardare il passato e gli accadimenti sotto un’altra luce.
Ecco, io non avrei voluto più che Dunia uscisse da questa caverna, anche se non vi nascondo che all’inizio mi sono chiesta e come si può leggere un libro dove si sta tutto il tempo rinchiusi e senza magia con il tuo peggior nemico?
Ebbene, vi dico che il tempo è passato assai troppo in fretta, soprattutto quando la situazione ha iniziato a farsi veramente interessante e che dire ho cominciato ad amare Elias quasi di più del mio mannaro perché è un personaggio che appare folle, altero, strafottente, sensuale ma al tempo stesso profondamente sofferente e tormentato.
E infine arriva il terzo capitolo che ho cominciato a leggere ancora più veloce del secondo perché è qui che tutto è di nuovo complicato, difficile e impossibile. Una memoria cancellata, un amore estirpato via che continua a vivere nel cuore dell’unica persona che ancora ricorda tutto. Un ricordo d’amore che si è fatto concreto e tangibile. Si sta con il fiato sospeso fino alla fine, chiedendosi se Elias riuscirà a ricordarla, nonostante a Dunia sia letteralmente proibito di parlargli. Assistiamo, come nonostante i segreti, Elias, lentamente, comincia a mettere insieme i tasselli, ragionando su gesti, frasi, mettendo in dubbio tutto quello che gli è stato rivelato finora.
Buio. Rumore d’acqua scrosciante e una voce che mormorava:
Portaci nell’immortalità con il sacrificio...
Pelle liscia. Morbida. Bianca. Da carezzare.
... affinché noi possiamo essere trovati degni...
Un corpo femminile sotto di sé. Senso di eccitazione. Il petto gonfio di un’amarezza inspiegabile.
... di offrirti un giorno acqua, sangue e lacrime per la nostra redenzione.
Lo sentì, lo sentì davvero vicino, quel corpo, in quel momento, nonostante si trattasse di un sogno, nonostante la vista annebbiata da Morfeo.
Elias ebbe voglia di piangere.
Abbassò d’istinto gli occhi sul ventre della donna e lo vide pieno di vita.
Io sono ciò che si ottiene all’avverarsi del desiderio.
Assistiamo alla scelta di un padre che decide di sacrificare la sua stessa vita per quella della sua creatura che non ha quasi avuto modo di conoscere. E ora mi cucio la bocca perché credo di avervi già rivelato troppo… però vi dico che il finale mi ha piacevolmente sorpreso.
Aggiungo solo che la lettura veloce è stata facilitata da una scrittura scorrevole e fluida, pulita e senza sbavature.
Complimenti Anonima strega e la prossima volta voglio una storia di Mannari!!

Fabiana

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