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domenica 5 giugno 2016

Recensione "Dopotutto, posso farcela" di Irene Val

Buon pomeriggio Rumors. Oggi la nostra Fabiana Andreozzi, ci parla di un Young Adults self publishing uscito da poco intitolato Dopotutto, posso farcela di Irene Val
Titolo: Dopotutto, posso farcela
Autore: Irene Val
Editore: Self publishing
Genere: Young Adults
Illustratore: Elisabetta Baldan
Pagine: 362
Prezzo: 2,99 €
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Milena, Lena per tutti, ha quasi diciotto anni, ma non si sente per niente giovane. È il 1987, e a Roma ci sono le cabine telefoniche e gli autobus verdi, e c’è anche il suo liceo classico, un bellissimo ex convento atterrato lì da chissà dove, in mezzo ai palazzoni grigi della periferia. È là che un giorno di settembre arriva Luca, dal nord. Nella vita di Lena ci sono già l’amico Andrea, l’ex migliore amica Marta, la sorella Silvia, la ginnastica ritmica, i libri... ma quando in quella vita piccola e stretta entrerà Luca, tutto il resto diventerà uno sfondo. Con lui, Milena diventerà Mile, fino a diventare davvero, e completamente, Milena, anche per gli altri.
Un romanzo di formazione, ambientato in anni in cui computer e cellulari non facevano parte della vita delle persone, quando per sentire la voce del tuo amore dovevi aspettare che ti chiamasse al telefono di casa, rigorosamente in camera dei tuoi genitori. Formazione sentimentale, quando inizi a confrontare ciò che credi di essere con l’immagine che un altro ha di te, fino a capire chi sei e chi vuoi diventare, e formazione personale, quando il futuro indistinto inizia a farsi più chiaro e la tua prospettiva, con un’intensità quasi dolorosa, si allarga.
Peccato che diventare grandi sia sempre così maledettamente difficile, e chiunque abbia detto che la gioventù è un’età d’oro non sa niente della gioventù, o ha dimenticato la sua.
"Dopotutto, posso farcela" è il primo di una serie di due romanzi.

Se potessi a questo romanzo darei più di 5 stelle perché se li merita tutti e non li merita solo perché, nonostante sia un self, è scritto in maniera impeccabile ma proprio per la storia che ci racconta. Per me è stato un tuffo indietro di quasi vent’anni, un ritorno a quegli anni dell’adolescenza che restano sopiti nei ricordi, che, di anno in anno, si fanno sempre più stinti. Mi sono immersa nel mondo di Milena e, incredibile, mi ci sono riscoperta in molti aspetti, segno evidente che l’autrice è stata molto brava a dare pennellate di colore a questo universo complesso che è l’adolescenza.
Passano gli anni, le generazioni, eppure gli adolescenti sono sempre gli stessi. Milena aveva diciassette anni nel 1987 quando io ero solo una bimbetta, ma dieci anni dopo, alla soglia della mia adolescenza, nulla è mutato. Ero sempre senza cellulare appesa al telefono con il filo rigorosamente in camera dei miei. Mi ci dovevo nascondere e sospirare appena le parole per non farmi sentire da tutta casa. Le cabine a gettoni quando disperata dovevo assolutamente confessare qualcosa che a casa non poteva essere raccontato.
Le paure che ti assalgono che sembrano sempre più grandi di noi in quel momento. Ma soprattutto le emozioni che mai come allora sono state più intense e più forti. Sono queste che balzano attraverso il testo con prepotenza quasi che il romanzo somigliasse a scene di un film. E sì, io me li vedevo Milena e Luca danzare davanti ai miei occhi man mano che le parole scorrevano nel mio campo visivo. Provavo a pelle i loro sentimenti, perché questi sono gli anni in cui le parole non bastano e tutto sembra più esagerato, eccessivo, unico, magico per il semplice fatto che è la prima volta che queste emozioni nascono.
L’autrice ci racconta del primo amore, di quello che una volta che arriva ti toglie persino il tempo di respirare, tutto perde importanza e il mondo ruota solo intorno a questa persona. Chi non l’hai mai provato? D’improvviso mi sono saltate in mente tutte le figuracce fatte in quelle settimane a scuola, quando persino la professoressa mi disse: “ma invece di perdere tempo a capire questa roba non potevi impiegarlo a uscire con lui?”
«Allora, che devo fare per convincerti che vado solo perché non posso fare diversamente?»
Mi stringo nelle spalle, continuando a guardare davanti a me. Che dovrei rispondergli? Credo che qualsiasi cosa dicesse non mi farebbe sentire più tranquilla.
Mi sento afferrare un braccio, e un attimo dopo una mano di Luca si poggia sulla mia nuca e mi avvicina il viso al suo. Il bacio che mi dà è diverso da tutti quelli che mi ha mai dato finora: è brusco, così profondo e prepotente che per un momento sono tentata di allontanarlo, di riprendermi le labbra che la sua bocca sta quasi mordendo. Invece gliele lascio, e capisco cosa sta dicendo, nell’unico modo in cui poteva esprimerlo. Solo la paura che qualche professore esca e ci veda mi trattiene dal restituirgli quel bacio con la stessa passione, e alla fine sono io a staccarmi per prima, senza fiato e col cuore che mi batte nel petto a velocità impazzita. Luca continua comunque a tenermi stretta, e con gli occhi puntati nei miei dice:
«Ti ho aiutato a capire?»

Un libro che racconta in maniera perfetta quel lasso di tempo, che tutti abbiamo vissuto, in cui non si è più bambini ma nemmeno adulti. Racconta di quel confine in cui dobbiamo imparare a conoscerci, scoprire qual è il nostro posto nel mondo, cosa faremo da grandi. Racconta di quegli anni in cui per gli adulti siamo ancora bambini da difendere e da tenere all’oscuro, gli anni in cui in realtà il mondo e le sue brutture ti travolgono ed è più facile vacillare. Si avrebbe bisogno di mani tese a cui aggrapparsi, ma si ha paura di chiedere aiuto, e allora tutto si amplifica e si vive nella paura.
Io non mi sento giovane, anche se non è certo perché mi sento troppo saggia, anzi. Solo che quando penso agli aggettivi che gli adulti appioppano sempre ai “giovani” non ne trovo nemmeno uno che mi si adatti: entusiasti, allegri, vitali, ottimisti, superficiali, impulsivi, e molti altri che stanno lì ad esaltare l’energia della giovinezza e l’inconsapevolezza del futuro che dovrebbe renderla lieve e piena di rosee aspettative, come se noi giovani non fossimo spaventati da questo non sapere che sarà di noi, invece. Io sono terrorizzata da quest’ignoranza. Non solo non so che sarà di me, non so nemmeno cosa voglio che sia. Non so cosa voglio essere, chi voglio essere, e neanche chi sono davvero, alla fine. Navigo a vista, come si dice. Spero che prima o poi mi sveglierò una mattina e tutto quello che voglio davvero dalla vita mi comparirà nella testa all’improvviso, chiarissimo, e allora potrò cominciare a muovermi in quella direzione per far avverare quei desideri, ecco.
Sono gli anni delle incomprensioni con la famiglia, sono gli anni degli amici che prima si amano e poi si odiano e poi di nuovo si amano, perché sono gli anni in cui tutto muta e anche in fretta.
Il libro è il racconto del primo amore, del primo batticuore, della prima passione che va scoperta ma non è solo questo. C’è tutto un mondo che ruota intorno a Milena e Luca, un mondo fatto di scuola, amici, genitori, ognuno con i suoi conflitti e i suoi piccoli o grandi drammi da vivere.
Passano gli anni, cambiano le generazioni, arriva internet e il cellulare, ma questi adolescenti non sono per nulla diversi perché cambiano le scene e i modi ma le emozioni restano le medesime.
Lo guardo. Ha le guance arrossate, gli occhi lucidi, le labbra semiaperte per riuscire a respirare, ansante, e sento un fremito alla bocca dello stomaco. È come se solo in questo istante avvertissi davvero la vicinanza dei nostri corpi, e mi sembra quasi di sentire il calore che proviene dal suo e mi investe. Guardo i muscoli delle spalle che gli tendono la maglietta, i jeans che gli fasciano le gambe, e penso che sto per morire di desiderio. Alzo una mano a toccarlo, ma lui fa un passo indietro, quasi fosse spaventato. Gli fisso le labbra e faccio un passo anch’io, avvicinandomi. Tutti e due respiriamo veloci, adesso, gli occhi incastrati in quelli dell’altro. Faccio un altro passo e gli vado addosso, stringendolo e incollando la mia bocca alla sua. Lo sento fare una specie di grugnito e poi finalmente socchiude le labbra, le sue braccia che mi circondano e mi sollevano, e mi ritrovo con la schiena sul letto, il peso di Luca addosso e la sua lingua che si intreccia alla mia.
Io questo libro lo consiglio a tutte quelle che amano leggere romanzi con protagonisti adolescenti, se vi piacciono quelli americani che, a mio avviso, restano lontani dal nostro mondo anche se come dicevo gli adolescenti sono sempre gli stessi, allora questo non potete perderlo perché è tanto più reale e veritiero.
Vi immergerete in un mondo che avete già vissuto e in cui saprete sicuramente muovervi e riconoscere sogni, speranze, timori e delusioni perché voi stesse in prima persona le avrete vissute un tempo.
Prima di riuscire a prendere sonno, penso a me che arrivo a scuola, lo trovo, gli tolgo il cappuccio della felpa dalla testa e gli dico che sì, pure a me lui piace, eccome. Lo vedo che mi sorride con quei denti perfetti e mi fa una carezza sulla guancia, come ha fatto stasera, e poi... il sogno a occhi aperti mi si disintegra come un palloncino colpito da uno spillone. Non riuscirei mai a fare una cosa del genere, lo so.
È un libro per tutte quelle che vogliono rivivere quegli anni, è un libro delicato che una mamma può far leggere alla figlia adolescente al posto di after.
Insomma, un libro che assolutamente, per un motivo o per un altro, va letto e va tenuto in cartaceo nella propria libreria.
Vi lascio questi altri bellissimi estratti da gustare che vi faranno un po’ capire i toni di questo delizioso romanzo.
Le parole di Luca, bello, intelligente, perfetto, così perfetto che Milena quasi non ci crede di averlo accanto:
«Da quando ti ho incontrato non ho pensato che a te. Mi piace tutto di te: la tua timidezza, il colore dei tuoi occhi, il modo in cui ridi... Mi piace quello che dici, e quello che pensi. Mi piace vederti arrossire, e forse mi piace persino la tua insicurezza, ma prima, quando mi sei venuta addosso e mi hai baciato, non c’era niente di insicuro, in te, niente».
Non posso farne a meno, gli occhi mi si riempiono di lacrime un’altra volta, mentre lo ascolto.
«È come se tu fossi quasi sempre Mile», continua, «ma qualche volta diventi Milena, e lei è una donna, non una ragazza», dice ancora.
Non mi sta toccando, ma è come se mi sentissi toccare dappertutto dal suo sguardo, mille piccole carezze leggere.
«Mile mi piace tanto, ma Milena mi fa impazzire» conclude.

I sentimenti di Milena:
Luca mi guarda e gli si riempiono gli occhi di lacrime, e so che l’ho convinto, ma saperlo mi uccide. Vorrei stringerlo e dirgli che ogni minuto lontano da lui sarà lungo come un’ora, e che mi mancherà così tanto che mi sentirò strappare il cuore dal petto, e vorrei dirgli di cancellare tutto quello che gli ho appena detto e restare con me, perché non avrò nemmeno voglia di alzarmi dal letto al pensiero di lui lontano da me, chissà dove e con chissà chi, e che lo amo, lo amo tanto come non ho mai amato nessuno e forse non amerò mai nessuno come amo lui adesso, ma so anche che non lo farò, non gli dirò niente di tutto questo, e lo saluterò sforzandomi di sorridere, e in qualche modo sopravvivrò.
Allungo una mano a mettergli dietro l’orecchio la ciocca di capelli che gli finisce sempre sul viso, e punto i miei occhi nei suoi, come se potessi entrargli dentro, farmi così piccola da passare attraverso i suoi occhi e accoccolarmi al centro del suo petto, vicino al cuore. Sto per dirgli quello che lui vuole sentire, quello che anche la Mile dentro di me vorrebbe sentire, e allora è Milena a decidere: raggiungo la sua bocca con la mia, schiacciando il mio corpo addosso al suo, che subito reagisce, come se non aspettasse altro. Soffoco sulle sue labbra le parole che premono per uscire dalle mie, e in fretta non potrei più parlare, nemmeno se volessi.
Complimenti all’autrice e un grande in bocca al lupo per questo bellissimo romanzo.
Fabiana

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