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venerdì 10 giugno 2016

Recensione "Anche Ally qualche volta lo fa" di Jules Moulin

Buonasera Rumors. Eccoci a presentare un'altra novità. La nostra amica Marianna De Pilla da oggi entra nello staff del Rumore! Le diamo un caloroso benvenuto!
Marianna inizia con il parlarci di un libro uscito da pochi giorni targato BOOKME intitolato Anche
Ally qualche volta lo fa di Jules Moulin. 
Titolo: Anche Ally qualche volta lo fa
Autore: Jules Moulin
Editore. BOOKME
Genere: Narrativa
Pagine 320

Quando Ally, professoressa all’università e single di fatto, invita a cena la figlia Lizzie e il suo “amico speciale” Noah, tutto può immaginare fuorché di trovarsi di fronte il ragazzo per il quale, dieci anni prima, rischiò di perdere il lavoro e la testa. Perché Noah un tempo era Jake, alias “l’allievo carino dell’ultimo anno”, lo stesso che scriveva tesine smodatamente lunghe (e fuori tema) per attirare l’attenzione della sua giovane prof… Lo stesso che – tutto muscoli, sorriso e cacciavite in mano – si offrì di aiutarla nei lavoretti domestici e finì per regalarle molto di più: i due giorni più travolgenti, trasgressivi e indimenticabili della sua vita. Adesso, in grembiule da cucina e con la teglia fumante in mano, Ally non sa se ridere o piangere mentre il suo sguardo incrocia quello torbido e tenero di uno smagrito, più maturo, ma ancora bellissimo Noah/Jake. Da quel lontano week-end di passione, Ally non ha mai smesso di custodire il ricordo di Jake – liquidato lunedì all’alba con malcelato rimpianto e una frettolosa bugia. L’antica trappola di seduzione ora potrebbe scattare di nuovo. Ma la situazione, se possibile, è ancora più complicata di allora…

Prendete una madre single, docente universitaria attraente, una figlia giovane e bellissima con quoziente intellettivo superiore alla media col pallino di rifarsi il naso (e disposta a tutto per riuscirci) e di dimagrire almeno 13 chili, un uomo affascinante, di discreto successo con un’aura misteriosa, e metteteli attorno ad un tavolo. No, non sono la famigliola felice del mulino bianco, canterina e zuccherina, e nemmeno stanno facendo una seduta spiritica.
Rumorine, per favore, restate concentrate. Già come pensate, è il loro #gnoccoday e stanno aspettando per cena “l’impasto perfetto”, ovvero Noah, che si presume essere il ragazzo di Lizzie, la figlia adorata di Ally, la prof seduta accanto a Ted.
 Adesso, aggiungete un posto a tavola e spostando un po’ la seggiola sta comodo anche Noah. Ora… attorno al tavolo sono sempre tre perché Ally, è andata a prendere il resto della cena mentre l’atteso ospite suona il campanello. I tre stanno chiacchierando vivacemente e nessuno fa caso ad Ally che entra nella stanza bianca e allampanata.
Mette a fuoco Noah ed è un attimo: Richard Wagner e la sua orchestra irrompono nei timpani di Ally, La cavalcata delle valchirie è memorabile, come tutte quelle corse all’impazzate con
Jake ovvero Noah, o come diavolo si chiama il “cavalcatore”, il ragazzo dell’ultima fila, colui che seguiva le sue lezioni alla Brown! Inizia a sentirsi come Mrs Robinson ne “Il Laureato”: spiazzata, incredula, muta. Noah è Jake, e Jake è Noah, oddio! Jake è quel ragazzo carino che le ha fatto perdere la testa dieci anni prima, è quel fusto incredibile che ha messo i suoi ormoni sull’attenti, il Manny tuttofare che le ha resettato il sistema e riacceso il tasto o-n-on-aspettavoaltro. 
Quella sera Jake, lo studente, fece venire la sua professoressa.
Prima sul letto e poi sul bordo. Una terza volta contro il lavabo del bagno. Una quarta e una quinta in cucina, in piedi contro il frigo e sul pavimento. e alla fine, la sesta volta, contro le piastrelle del bagno di Ally, che aveva lo spazzolino da denti in bocca. Alle quattro finalmente si addormentarono, in un intrico di braccia e gambe.
Trovarsi di fronte a quel pezzo di interruttore la destabilizza, le fa perdere la corrente, ha fuso i fusibili. Noah o Jake non è questo il problema piuttosto come lo dirà a Lizzie? Come racconterà a sua figlia che in quella casa, dieci anni prima lei e Jake si sono messi a tappeto, sul tavolo della cucina, nel letto, sotto la doccia e in ogni spazio vitale di quell’umile dimora?
Cosa penserà Lizzie di una seria professoressa della Brown che si è lasciata andare come la più irresponsabile delle ragazzine di fronte ad una cosa proibita, mentre Lizzie bambina era dalla nonna in quel weekend di fuoco e senza volerlo interrompeva con le sue telefonate i due fornificatori? Con quali parole Ally spiegherà a sua figlia che il suo Noah non è gay ma è il suo etero Jake e che la nonna Claire aveva capito già tutto allora?
Che ne sa Lizzie di un campo seminato a 17 anni al ballo scolastico e lasciato incolto fino all’arrivo di questo giovane ragazzo che con la sua passione per la “terra” ha interrotto il processo di desertificazione? Questi e altri film mentali farfugliavano confusi nella mente di Ally. Io credo, tuttavia, che la domanda più ovvia sia cosa direbbe la figlia di una attraente donna quarantenne che sua madre, da allora, sia stata fedele come Penelope nell’attesa del ritorno del suo Ulisse? Già, è proprio così: l’ha aspettato! Credeteci, altrimenti non si spiegherebbe il titolo “Anche Ally qualche volta lo fa”. 

Veniamo a noi, lettrici, so quali sono le domande che vi frullano: Jake ha riconosciuto Ally? L’ha dimenticata? La cena è un evento puramente casuale? Jake è proprio come Ulisse? Quante maghe Circe si è fatto dopo essere diventato un attore famoso? Cosa faranno adesso Ally e Jake? E Lizzie, cosa combinerà pur di farsi la rinoplastica? E Ted, il misterioso, in realtà chi è? C’è il lieto fine? Calma, ragazze, risponderò a tutte le vostre domande con un…LEGGETELO! 
L’unica cosa che posso dirvi è che, la trama è molto interessante, ma giudizio del tutto personale, non mi è piaciuto come l’autrice, Jules Moulin, racconta questa storia.
 La narrazione è frammentaria, passa da un momento ad un altro, fra salti temporali e voli pindarici, e poi manca quel pathos di emozioni e di parole non dette che naturalmente uno si aspetta quando due persone come Jake e Ally si rincontrano dopo dieci anni e soprattutto dopo quel weekend indimenticabile. Inoltre la traduzione è quasi letteraria, facendo perdere quel tocco di magia e poesia che la nostra lingua italiana aggiunge ai testi stranieri. In compenso, adoro la copertina, davvero ottima scelta editoriale!
Purtroppo, come si dice non tutte le ciambelle escono col buco, e “Anche Ally qualche volta lo fa” ha un buon sapore, perché ha tutti gli ingredienti giusti, peccato per la forma!
P.S.: voi non mi conoscete ancora, ma io adoro la musica, perciò, vorrei aggiungere una colonna sonora per questa recensione. La storia di Ally e Jake mi riconduce a queste parole: “Come,come,my baby come I will not let you go. My love, I just feel so lost without you boy. I am yours even if time has passed. (Vieni, vieni, vieni bambino mio. Io non ti lascerò andare. Amore mio, mi sento così perduto senza di te ragazzo. Io sono tua, anche se è passato del tempo)” – Come di Jain. https://www.youtube.com/watch?v=KDXOzr0GoA4
N.B.: Uh…vi confesso che sono sudata di emozione! Questa è infatti la mia prima recensione per il Rumore dei Libri, questo splendido gruppo con una Boss, altrettanto splendida che mi ha accolto fin dal primo giorno, Grazieeee!
Marianna De Pilla.

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