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domenica 29 maggio 2016

Recensione "L'importanza di chiamarti amore" di Anna Premoli

Ciao Rumors! Oggi Fabiana ci parla del nuovo libro di Anna Premoli uscito pochi giorni fa intitolato L'importanza di chiamarti amore
Titolo: L'importanza di chiamarti amore
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Romance/New Adult

Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d’accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...


Ho avuto il piacere di conoscere la Premoli al Solone del libro e di poter acquistare in anteprima il suo libro. Mi aveva già incuriosito mesi fa sia il titolo che la cover e la faccenda era già di per sé parecchio strana perché solitamente le cover di questa casa editrice non mi attirano per niente.
Invece qui è stato amore a prima vista e una volta aperto il romanzo non sono più riuscita a smettere di leggere fino a quando sono arrivata all’ultima pagina. E vi giuro una parte di me voleva correre per sapere cosa sarebbe successo, l’altra parte avrebbe voluto altre mille pagine da leggere.
Ho bruciato il libro in 4 ore non riuscendo ad abbandonarlo neppure per andare a cucinare e vi garantisco che altri libri della stessa autrice non mi avevano fatto lo stesso effetto.
Ho adorato questi nuovi personaggi più giovani, appena usciti dall’università e in cerca di un posto nella vita. L’ho sentita una storia molto più vera e realistica di altre che l’hanno preceduto. È l’umorismo dei due protagonisti a far da leitmotiv a tutto il libro, questi battibecchi e prese in giro che in realtà nascondono altro, tanto altro, interesse, paure, ribellioni.

Ho trovato il testo molto molto più audace di tanti altri suoi libri perché le scene d’amore non sono semplicemente accennate ma sapientemente la Premoli ti fa vivere l’intensa passione che li travolge e ti sembra di viverla sulla pelle come fossero scene di un film.
La protagonista Giada mi ha travolta e conquista dalla sua prima battuta, non solo ha la lingua lunga e la risposta pronta, sempre pungente e controcorrente, ma anche fisicamente è diversa, capelli colorati, piercing. Sembra un po’ un adolescente che ancora sta cercando di capire qual è la sua vera identità. Di contro abbiamo Ariberto che lei da strafottente chiamerà Berta. Ari sembra tutto l’opposto di lei, a partire dal fatto che è il classico bocconiano fighetto e figlio di papà. La nostra Giada detesta questo tipo di persone, nonostante anche lei arrivi proprio dallo stesso medesimo ambiente. Ma lei lotta contro il sistema, contro la famiglia, contro la madre, contro le romanticherie… insomma né ha una per tutte e l’unica sua certezza è lo studio e primeggiare su tutti.

Ariberto le tiene testa in questa ribelle confusione, cerca di farsi spazio, di non perdere terreno. È bello, piazzato, intelligente, sta alla battuta. Insomma il lettore non può non innamorarsi di Ariberto anche se non ha nulla a che vedere con il classico ragazzo stronzo di cui tanto ci piace leggere, anzi al contrario non molla anche se Giada arriva veramente a essere pesante. Insomma Ariberto è un Santo.
Consiglio questo libro a tutte quelle che amano la Premoli e che amano le storie con protagonisti molto giovani.
Buona lettura,
Fabiana

1 commento:

Un'ora di sole blog ha detto...

Ciao, ho letto anch'io questo libro ma non mi è piaciuto. Anzi, meglio dire che i personaggi li ho trovati strepitosi, ma la storia l'ho davvero odiata. Sempre la stessa trama trita e ritrita senza un colpo di scena. Al 13% del libro già si capiva tutto il resto. Poi , come sempre, de gustibus...
Elisa

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