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venerdì 4 dicembre 2015

Recensione "Terapia di coppia per amanti" di Diego De Silva

Ciao Rumors. Oggi la nostra Irene Pastorelli, ci parla di Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva. Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono.
Titolo: Terapia di coppia per amanti
Autore: Diego De Silva
Editore: Einaudi
Genere: Narrativa contemporanea
Data pubblicazione: 27 ottobre 2015
Pagine: 274
Prezzo: ebook 9,99 cartaceo 15,30 (prezzi Amazon)

Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell’amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie.
Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra.
Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché.
È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue.
Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l’incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale.
Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un’immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all’amore e dargli mandato a cambiarci la vita.


Tutti abbiamo un autore preferito, quello di cui leggeremmo qualsiasi cosa, perfino le prime poesie scritte alle elementari. Be’, uno dei miei è sembra ombra di dubbio Diego De Silva.
Terapia di coppia per amanti è il suo ultimo romanzo, edito Einaudi. De Silva racconta la storia di Viviana e Modesto; una casalinga che avrebbe potuto avere una brillante carriera come docente universitario e un chitarrista che si esibisce in giro per locali. Ah, dimenticavo, Modesto di cognome fa Fracasso.

Nel romanzo assistiamo all'alternarsi delle diverse prospettive dei protagonisti, quasi fosse un canto a due. Già dalle prime pagine veniamo completamente catapultati in quella che è la loro vita già da tre anni. Tra loro è cominciato tutto subito dopo l’incontro in un bar, una battuta spiritosa di Modesto e una melodia in sottofondo, quella che poi sarebbe diventata la loro canzone: Every breath you take.
La loro è una vita fatta di incontri furtivi, ristoranti fuori mano, bed & breakfast (i preferiti da Modesto per via dell’assenza delle reception), telefonate concordate e quella passione che si accende ogni volta.
L’amante: un fazzoletto di terra a statuto speciale dove abbandonarti ai tuoi desideri più essenziali, provvisoriamente esentato dalle molteplici rotture di coglioni che ti ammorbano l’esistenza quotidiana. Tu, lei e niente più.
Dovrebbe essere così, eppure Modesto spiega i lati negativi dell’essere amanti, l’infelicità che si prova:
“Nessuno, a meno che ci goda proprio nel farlo, va fiero di tradire. Quando finisci nell’imbuto dell’amore clandestino, per quante buone ragioni tu possa avere, ti senti una merda, e questo è quanto. Solo che quando ci sei dentro, sentirti una merda non cambia il fatto che ricominci ogni volta daccapo.”
Modesto ama la sua amante, su questo non ha dubbi, eppure tende a nascondere questo sentimento con la sua vena ironica che usa per discolparsi, deviare le attenzioni e soprattutto farsi perdonare da Viviana, colei che non può fare a meno di sorridere di quella parte del suo carattere e di odiarlo allo stesso tempo.
Viviana è una donna esigente, e il più delle volte è snervante. Lo accusa di “avarizia d’amore”. Sa di volerlo e respingerlo allo stesso tempo, esaltarlo e demolirlo, ed è stanca di vivere due vite: quella di mamma di Paolo, madre di Miro, e quella dell’amante.
Qui metti foto di lei
La donna ha una vita tutto sommato comoda e un figlio sedicenne che segue a ogni spostamento e inizialmente non se ne comprendono bene le ragioni. Perfino Modesto tende a domandarselo in uno dei suoi tanti monologhi interiori… ma ritorniamo a Viviana. La donna si aspetta che Modesto si decida a fare un passo avanti: mettere su un’altra casa e tutto ciò che comporta una nuova vita, ritrovandosi con una famiglia allargata. Ma l’uomo, nonostante il sentimento, fatica a prendere seriamente in considerazione l’idea. La donna, che a fatica riesce a gestire la situazione, e le battute che Modesto non riesce a tenere a freno, fa davvero vacillare la precaria stabilità delle loro vite. Viviana si sveglia spesso di notte e quella volta fa un sogno particolarmente insolito che sente di voler raccontare all'uomo (tra l’altro lui odia i sogni!).
Ho capito che dovevo decidere se lasciare le cose com’erano – perché Paolo si sarebbe voltato dall'altra parte per continuare a dormire senza mai chiedermi «Cosa c’è» - o spingere la mia storia con Modesto fino al limite in cui ci saremmo salvati o rovinati insieme. E ho scelto.
Okay, non ci sarebbe nulla di male se non fosse che il cellulare di Modesto squilla alle 4 del mattino e sveglia l’intera famiglia Fracasso. Questo forse basterebbe a far esplodere la situazione ma in soccorso dell’uomo arriva Eric, il figlio (chiamato così in onore di Clapton), che si assume la responsabilità dell’accaduto.
Forse a quel punto Modesto avrebbe dovuto prendere le distanze da Viviana, eppure è lei quella che si sente parte offesa, perché l’uomo avrebbe dovuto rispondere. La stessa mattina si incontrano in un bar e tra i due ritorna prepotente la passione. A tentare di far ragione l’uomo ci pensa il padre, musicista anche lui e fedifrago… anche lui. I due hanno quel tipo di rapporto che sembra quello tra due amici, nonostante, ai tempi, Modesto avesse assistito alla scena del Sign Fracasso che veniva sbattuto fuori casa dalla moglie. Motivo? E che me lo chiedete a fare.
Ma se nella vita di Modesto c’è suo padre a cercare di riportarlo alla realtà, in quella di Viviana c’è Nelide, una donna che a modo suo cerca di affrontare le proprie paure, ed è lei che scherzosamente consiglia all'amica la “terapia di coppia”, quasi avessero bisogno di un aiuto esterno per arrivare a una decisione.
Viviana accoglie subito quell'invito e con decisione la propone all'amante, spinta dalla convinzione che dovrebbero uscire allo scoperto, rendere ufficiale la loro relazione. Modesto non è molto favorevole all'idea, ma dinanzi all'ira di Viviana, cosa poteva fare?
I due si rivolgono al dott Malavolta, noto per le sue apparizioni televisive. Accetta subito di lavorare con la coppia… l’unica a fare una piega è solo Nina, l’amante di Malavolta. Ma la ragazza a un certo punto farà perdere le tracce di sé, troppo infastidita da quella coppia di amanti che potrebbe portare a galla problemi anche nel suo rapporto con il dottore.

Modesto continua a essere reticente, fa battute e Viviana si sente offesa dal comportamento di lui.
Pensa piuttosto, vorrei dirle, che se mi hai portato qui perché credi che da soli non riusciamo a parlarci, vuol dire che abbiamo fallito. E se così fosse, allora dovresti spiegarmi com’è che non riusciamo a stare vicini senza toccarci. Com’è che non c’è ferita che basti a tenerci lontani l’uno dall’altra. […] O magari – ma se lo dicessi mi accuseresti di svicolare – domandarsi se il bivio davanti a cui ci troviamo in realtà non esista, ma sia stato lì per farci fessi, visto che poi, questa scadenza che un bel giorno piomba su coppie come la nostra non è che l’hanno pubblicata sulla «Gazzetta ufficiale».
A questo punto, la storia subisce una virata: la terapia ha sicuramente tranquillizzato Viviana e portato alla luce la lontananza dalle loro famiglie.
Alcuni pezzi del puzzle cominciano a prendere posto e forse quello più in crisi risulterà essere proprio il dottore. A proposito: ma Nina dov’è finita?
Modesto si troverà – una volta per tutte - a dover affrontare la realtà familiare, e allora, la terapia di coppia per amanti avrà prodotto qualche risultato?
Diego De Silva è di sicuro uno dei migliori scrittori italiani in circolazione, tra le righe dei suoi scritti si legano alla perfezione ironia e serietà, gli argomenti sono narrati in maniera intelligente cosicché il lettore si ritrovi a ridere a crepapelle e riflettere sulla psicologia dei personaggi, perché quelli di De Silva, più che inventati, sembrano reali. In Viviana, con le sue nevrosi, ci si potrebbero ritrovare tutte le donne che hanno relazioni con uomini come Modesto e lo stesso varrebbe al contrario. In Modesto, nel suo essere sbrigativo dinanzi a donne come Viviana, si potrebbero ritrovare molti uomini.
Quello raccontato è uno scorcio su una storia già iniziata che il lettore scopre pagina dopo pagina. Non si avverte nessuna necessità di domandarsi: Perché? Ovviamente tutta la struttura della storia ne avrebbe risentito. La lettura del romanzo fila in maniera scorrevole, grazie anche al continuo alternarsi tra le vite dei protagonisti senza creare nessuno stallo.
Trovo sia un ottimo lavoro. Ben fatto!

4 commenti:

Lidia ha detto...

Non male. Da leggere sicuramente

Chiara Lanzi ha detto...

Mi sembra un libro molto interessante, mi piace soprattutto il fatto che sia narrato a due voci.

Lidia ha detto...

Chiari sì

Cuore Zingaro ha detto...

L'ho appena recensito anch'io...bellissimo...complimenti bella recensione la tua!

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