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mercoledì 7 ottobre 2015

Recensione "9 giorni" di Gilly Macmillan

Buonasera! Stasera in via eccezionale l'autrice Irene Pastorelli, ci parlerà del romanzo thriller che sta sbaragliando la concorrenza. 9 giorni di Gilly Macmillan edito Newton Compton, vi conquisterà e vi terrà incollati alle pagine fino alla fine.
Titolo: 9 giorni
Autore: Gilly Macmillan
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Prezzo Ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 12.00
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Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?
Era da un po’ che non leggevo un thriller e appena il corriere ha bussato alla mia porta, ho abbandonato qualsiasi lettura per leggere 9 GIORNI di GILLY MACMILLAN. Da subito ho avuto la sensazione che sarei stata col fiato sospeso fino alla fine, e così è stato. Già dal prologo si intuisce la bravura dell’autrice nel raccontare di due dei protagonisti: Rachel, la madre, e Jim, il detective ispettore.

9 GIORNI è la storia della scomparsa di Benedicth Finch, figlio di Rachel. La loro è una famiglia che sta venendo fuori da una separazione dolorosa tra Rahcel e il marito John, un uomo che ha lasciato la moglie per una collega di lavoro più giovane.
Quelli del titolo sono i medesimi giorni che trascorrono senza che si abbiano più notizie del bambino, un’agonia che viene raccontata quasi minuto per minuto. Ben scompare la domenica 21 Ottobre 2012. Insieme alla madre, e all’adorato cane, si recano nel parco, nelle campagne fuori Bristol, perché Rachel potesse scattare qualche foto. Dopo la separazione – quella della fotografia – era diventata la sua attività, e quasi un’ancora di salvezza a seguito dell’abbandono. Ben le fa solo una domanda: «Posso andare avanti da solo?»
Il bambino voleva raggiungere l’altalena e, farlo in totale autonomia, doveva essergli sembrato qualcosa che di lui non faceva più un semplice bambino, ma un “ragazzino indipendente”.
Rachel penserà spesso alla domanda di Ben e alla sua titubanza nel dargli via libera. Ci penserà perché nei giorni successivi si ritroverà a ricostruire quei brevi istanti minuto per minuto. Perché tanto era servito a far perdere le tracce del figlio: una breve distrazione data dall’ascolto di un messaggio lasciato in segreteria e poi il panico. Dov’è Ben? Aveva provato a chiamarlo usando tutti gli stratagemmi che solo una mamma conosce: Doctor Who; Baggy Bear, il pupazzo preferito. Ma Ben non c’è, e neppure il cane.
Se dovessi indicare un punto di inizio direi che è proprio questo. Il punto di rottura tra una vita familiare appena ricostruita e il disastro, perché ore dopo verrà ritrovato il cane con una zampa rotta e i vestiti del bambino.

A dire la verità, spesso mi sono ritrovata a dover fare qualche pausa. Man mano che si legge, ci si trova davanti ad angoscia che non è solo di una storia raccontata, ma è reale. Il lettore viene catapultato nel bel mezzo delle ricerche, in vuoti che non si riescono a colmare. Poi ci sono gli interrogatori, le ore pesanti che diventano impietosamente realtà.
9 GIORNI però non è solo il resoconto di questo, ma la storia di vite che si intrecciano e che hanno in comune segreti e verità non dette. Le indagini per ritrovare Ben si concentrano su ogni aspetto della vita dei suoi genitori, dei cosplayers presenti nel bosco quel pomeriggio, e sulla scuola. A complicare tutto, c’è la stampa e un blog anonimo che misteriosamente riporta le medesime informazioni che la polizia si ritrova tra le mani. Tutti sono pronti a scagliarsi contro la madre inaffidabile, sola e depressa. In una realtà in cui dire la propria sembra indispensabile, il mondo di internet è pronto a puntare il dito contro Rachel e i suoi scatti d’ira. Questo, a mio avviso, è uno dei punti che maggiormente fa riflettere. Chi erano quegli utenti – persone estranee -  a giudicarla colpevole?
La donna non si lascia intimorire e prova lei stessa a scoprire qualche indizio che si rivelerà sbagliato. Ben presto si ritroverà a fare i conti con un segreto della sua famiglia, qualcosa che porterà a dubitare di sua sorella Nicky, fondatrice di un blog culinario.
Tutta la storia è raccontata con pov alternati. Il lettore vive la vicenda a stretto contatto con l’angoscia della madre e la frenesia dell’ispettore James Clemo, Jim. Il suo punto di vista ci aiuta a scoprire le debolezze che certi uomini devono nascondere per via del proprio lavoro. Ma questo caso lascerà tracce indelebili anche su di lui e sulla sua relazione con la collega Emma Zhang, che si rivelerà… (Questo lo dovete scoprire voi!)

Col passare dei giorni le indagini battono diverse piste che all’ispettore sembrano quelle giuste, eppure, è grazie all’intuizione della madre, e al suo rischiare in prima persona, che arriverà a un inaspettato punto di svolta. O meglio, a qualcuno di cui ci si era sempre ingenuamente fidata.
Nei nove giorni vengono sezionate delle vite per poi essere rimontate con un ordine diverso. Ogni protagonista della storia si ritroverà a fare i conti con il passato e un futuro tutto da costruire. 9 GIORNI è un romanzo che apre gli occhi e scuote le coscienze, mettendo in risalto le conseguenze di futili distrazioni. Una volta chiuso il libro mi sono sentita stordita, indubbiamente è stato per via della storia, però credo che il punto di forza sia lo stile narrativo di GILLY MACMILLAN. Ha saputo catturare la mia attenzione e farmi provare ciò che una storia dovrebbe dare.

Se siete pronti a tenere gli occhi aperti dinanzi alla sparizione di un bambino: questo thriller fa per voi

4 commenti:

Valentina Panzetta ha detto...

Cavoli!! Bellissima recensione :D Io ce l'ho in lista e spero davvero di riuscire a comprarlo presto! Mi ispira tantissimo!

Lidia ha detto...

Valentina anche a me ispira parecchio. Irene è stata entusiasta della lettura

Lara Way ha detto...

Anche a me è arrivato. e' bellissimooo

Serenella Passi ha detto...

Che bella recensione complimenti. Le immagini sono molto suggestive. Mi piace questo libro lo metterò nella mia lista

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