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sabato 12 settembre 2015

Recensione "Arma Infero" di Fabio Carta

Ciao a tutti. La nostra Maria oggi parlerà di Arma Infero di Fabio Carta
Titolo: Arma Infero 
Autore: Fabio Carta 
Prezzo Kindle: EUR 1,99
Genere: Fantascienza
Sinossi
"E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi".

Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. 
Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "mastro di forgia", e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.
Recensione a cura di Maria Serrapica
In un futuro imprecisato, post atomico, all'alba della quasi estinzione della razza umana, sul pianeta Muareb, un'unica speranza sopravvive tra i superstiti della guerra di dispersione, che ha spazzato via tutto quello che gli antichi avevano eretto sul nuovo pianeta a seguito della colonizzazione attuata con la mutazione del clima, e la bonifica da ogni forma di vita parassita originaria, è la connessione col Sommo Martire Tiranno.

 Il reclutamento dei pochi eletti è quotidiano, solo i giovani con sangue puro possono accedere al privilegio del contatto col Sommo Martire, eppure Karan, un anziano, è tra i fortunati. Come può un uomo privo di forze, sfigurato, vecchio e senza fede accedere alle porte del Tiranno? Karan non è un uomo qualsiasi, e conosce molto bene il nuovo dio, ha svolto un ruolo fondamentale nel destino dell'umanità, infatti è lui ad aver salvato il Tiranno dalla morte, molto tempo prima.
 Il passato è la chiave di tutto, e i ricordi di Karan sono nitidi e vivi, sembra trascorso solo un giorno da quando a solo venticinque anni è diventato maniscalco del principato di Dragan, condividendo le proprie responsabilità con Lakon, mastro di forgia, l'uomo a cui cinque anni prima aveva salvato la vita. Karan ha sognato tutta la vita di diventare un guerriero della Falange, cavalcare i potenti Zodion -mezzi indistruttibili, forgiati dalla sapienza antica ad immagine e somiglianza del mitico fauno- alla ricerca del Pagan, l'animale immortale, sulle cui ceneri l'intera umanità risorgerà contro il nemico. Il pericolo della schiavitù è dietro l'angolo, i Gordiani amano il Nexus, la connessione mentale con la quale comunicano con gli alieni, la guerra civile è una conseguenza inevitabile, la battaglia di Bastian è solo la scintilla dell'ultima guerra coloniale del Muareb, il destino di Lakon sta per compiersi, l'alieno cambierà per sempre la sorte dell'intera umanità.
 Arma infero, è un romanzo fantascientifico, post bellico, incentrato sulla amicizia tra un umano e un alieno orfano della propria conoscenza. Un percorso parallelo di cambiamenti ed eventi importanti, influenti in maniera fondamentale per la sopravvivenza della razza umana. Lakon e Karan due entità agli antipodi, accomunati dalla stessa sofferenza, discriminazione, dolore e tormento. Entrambi nascosti dietro a maschere ipocrite per poter sopravvivere in una società di casta, relegata all'identità di genere, priva di meritocrazia ed empita.
La colonizzazione umana ricade incessantemente nelle stesse defiance, distruggendo, annullando e contaminando ogni suolo calpestato. Il nemico è sempre lo straniero, il diverso, ma l'animo umano ha davvero il predominio della bene o è soltanto un altro volto del male pur con belle fattezze. La scrittura ricca, aulica e ricercata, catapulta il lettore in una atmosfera passata, antica, le minuziose descrizione, l'attenzione particolare per i dettagli rende la lettura lenta, lasciando poco spazio all'emozione. Un libro per gli amanti delle battaglie e degli armamenti, appassionati delle stelle e dei loro misteriosi abitanti. Un finale sospeso tra quello che è già accaduto e quello che potrebbe avvenire tra breve.

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