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sabato 22 agosto 2015

Recensione “Life” di Vera Q

Io e Vera Q a cura di Noemi Gastaldi
Ho saputo dell’esistenza di questa autrice frequentando un gruppo su Facebook, uno di quei gruppi dove gli scrittori misconosciuti come me si promuovono e incontrano i loro simili.
Non ho iniziato subito a leggerla: mi sembrava troppo macabra, a dir la verità, e qualcuno la definiva pesante.
Però, continuando ad essere attratta e incuriosita dalle stilettate dei suoi aforismi da social, dai suoi brevi e lapidari post da blog, alla fine mi sono decisa e ho scaricato “Io sono morto”. Ho poi letto, amato e recensito, tutti gli altri suoi lavori…
Vera Q è autrice di:
La croce
La bestia
L'Altro
Io sono morto
2017 A.D.
La scatola di cioccolatini di Silvia... (e di altre crudeltà)
Io e “Life”, l’ultimo libro di Vera Q
Prezzo: 1.21
Per quanto transitoria, mutevole ed imprevedibile, chiamiamo "Vita" quell'insieme di momenti spesi nel tentare di comprenderla. Miserevole o piena che sia, poco importa: paghiamo costantemente un prezzo per ogni singolo respiro.
E questo, troppo spesso, ci distrae dal viverla.
Norman Sjöberg è un uomo soffocato dalla Vita che cerca di manipolare la propria esistenza architettando una spicciola rimonta.
Ma la Vita, a quanto pare, ha molta più inventiva di lui.

Life è un racconto efferato imperniato sulla definizione dell'Io. L'utopia dell'affermazione, sogno ricorrente che, anche ad occhi aperti, può trasformarsi in incubo.


Norman è un uomo ordinario con ambizioni e desideri (quasi) altrettanto ordinari. Nel bene e nel male? No, direi più che altro nel male. Chi non ha mai immaginato di compiere scempi indicibili pur di avere un minimo di soddisfazione laddove sembra impossibile trarne?
Forse non tutti, va bene. Ma tanti, quello sì, concedetemelo.
E c’è chi arriva a mettere in pratica, poi c’è chi invece incontra Life. E allora deve.
Così ci troviamo davanti ad un’orrida realtà, il desiderio malato e infido si fa capriccio e poi richiesta.
Continuo ad ammirare Vera Q per il modo in cui riesce a proporci i lati più bui della vita di tutti i giorni senza tuttavia annoiarci, e senza cercare le patetiche parole che a fini di audience infestano i telegiornali e cercano di strapparci una lacrima ogni volta che ci troviamo a pranzare con la tragedia di turno in sottofondo. E siamo così anestetizzati a tali tragedie che ci vuole Vera Q, con il suo stile e i suoi finali inquietanti, per risvegliarci.
Massimo dei voti per lei, come sempre. Attendo altri lavori firmati Q.

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