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martedì 28 luglio 2015

Quarta tappa "VICTORIAN VIGILANTE BLOG TOUR"

Ciao a tutti. Oggi vi presento la quarta tappa del "VICTORIAN VIGILANTE BLOG TOUR" di Federica Soprani e Vittoria Corella. Nella nostra tappa presenteremo i personaggi.
Editore: Nero Press 
Collana: Intrecci 
Genere: Steampunk/Horror 
Pagine: 106 
Ebook: 1.49 
Trama
1890. L’assetto europeo manifesta già i germi di una guerra mondiale e vede contrapposte due scuole di pensiero scientifiche: i Maniscalchi inglesi seguaci dell’Ergomeccatronica, che sfruttano esoscheletri potenziati per implementare le capacità di lavoratori e soldati, e i Senza Dio fautori della Meccagenetronica, localizzati nell’Europa dell’Est, che hanno sviluppato terrificanti ibridazioni uomo-macchina. A Londra s’innesca una battaglia senza quartiere tra il misterioso vigilante mascherato Spettro di Nebbia, il Sergente Malachy Murphy e la spietata Baba Yaga, una donna meccanica alle dipendenze del Dottor Anton Morse, genio della Meccagenetronica dai loschi fini. Nella lotta verranno coinvolti anche il giovane tagliatore di diamanti ebreo Mordecai Gerolamus, perseguitato da invisibili e inquietanti demoni, la giornalista d’assalto Catherine “Orlando” Swan e suo fratello Percy, direttore del Giornale.


Malachy Murphy 
Sergente di Scotland Yard, ha deciso di dedicare la propria vita alla cattura dello Spettro di Nebbia dal giorno in cui quest’ultimo causò il fatale incidente che gli fece perdere il braccio. I colleghi lo hanno soprannominato l’Automa, e non a caso: la Morphia da cui è dipendente lenisce il dolore che l’arto meccanico gli procura, ma annulla anche quelle infinite sfumature di emotività e empatia che fanno di un essere umano ciò che è. Un uomo che ha fatto del proprio tormento interiore la propria identità, eppure c’è qualcosa in fondo ai suoi occhi che palpita e brucia e lotta per emergere contro ogni annichilimento. 



Mordecai Gerolamus

Un uomo, poco più che un ragazzo, senza un passato, in bilico tra due mondi. O forse molti di più. Mordecai è un tagliatore di diamanti, il migliore della Gilda di Clerkenwell. Lui guarda un diamante grezzo e vede ‘bellezza’ e ‘perfezione’. Lui vede molte cose, più di quante i suoi occhi innocenti possano ammettere.



Vassilissa Morse
Vassilissa è la bellissima protagonista di una fiaba, e ne è la più terribile antagonista, la feroce strega Baba Yaga. Come possano due creature così diverse convivere nella stessa persona è un mistero a cui solo il Dottor Morse, che l’ha ‘creata’, potrebbe dare una risposta. Guerriera implacabile, Vassilissa marcia su Londra con la violenza e la determinazione di un esercito. Programmata per uccidere, per distruggere, per compiacere ogni desiderio di annichilimento del suo padre-creatore. E’la Bella e la Bestia imprigionati nel medesimo incantesimo.


Dottor Morse Dunque. Ecco Morse. Ha la faccia di un elegante Vincent Price, il suo aplomb nobiliare e aristocratico. Guardi e vedi mani lunghe e curate. Vedi giacche di elegante fattura. Barba perfetta, nemmeno fosse finta, ancora nera nonostante l’età non più giovanissima. Se lo guardi bene è il diavolo di certe pubblicità, di certi film di una volta. Barba a punta, sopracciglia arcuate. Affascinante, ma lo sai subito che non va bene parlare con lui, che lui non è rispettabile come sembra. Morse forse è russo, forse no. Forse non viene da nessuna parte. Nella storia non ha origini, però parla russo, ceco, ucraino e comprende l’yddish. Il Diavolo parla molte lingue. Morse ha molto difetti. Noi li chiamiamo difetti, per lui sono pregi. E’ nato amorale e questo è un vantaggio: quello che può fare non ha limiti e lo dimostrerà. Vuole una cosa, una persona, il mondo? Bene, troverà il modo di prendersela. Lo vedi, raffinato e aristocratico, profondamente erudito, non capire nulla dei sentimenti umani, perché forse ne ha solo letto nei libri. Ci sono solo lui e il suo Genio. Solo una persona è migliore di lui, andando avanti scopriremo chi è. E lui, visto che non si fa scrupoli, questa persona se l’è presa e l’ha fatta sua. Morse studia lo Spettro che è la sua Nemesi. Lo Spettro è moralità, porta giustizia a costo di farsi male. Morse lo guarda e sa di averlo ucciso, così, subito. Eppure eccolo. Il suo negativo. Il suo gemello ectoplasmatico. Entrambi hanno il gusto della teatralità, dello Show. Morse forse vuol fare paura, Forse vuole solo creare scalpore, perché Morse è avido e la pubblicità è l’anima del commercio. “Ti avevo già ucciso” potrebbe dire Morse allo Spettro. Ma in questa storia lo Spettro è vivo più che mai e non lascerà mai che il diavolo elegante vinca. O almeno ci proverà.
Lo Spettro di Nebbia
Di che sostanza sono fatti i fantasmi? Alcuni non sono che eco dolenti, brandelli di nulla fluttuante rapiti alle ombre di un vecchio castello. Altri sono rabbia crepitante, odio dirompente, un buio che consuma se stesso in un’eterna notte e brucia tutto ciò che tocca. Altri ancora sono sospiri dolenti, che raccontano di vite non vissute, o di un amore troppo grande e forte perché la morte possa esserne la fine. Lo Spettro di Nebbia è fatto di acciaio. In molti sono convinti che sotto le pieghe del mantello non vi sia che metallo coperto da metallo, uno scheletro freddo rivestito di cavi lubrificati da pompe oleose, agitato dalla mano di un abile giocattolaio nascosto nell’ombra. Lo Spettro è un uomo che non c’è, è l’eterno assente. Qualcuno per il quale il posto a tavola è stato lasciato molti anni fa, e da allora è rimasto vuoto, in un’inutile attesa. Non appartiene a nessun luogo, le leggi del tempo degli uomini non lo riguardano. Ma così è giusto che sia, così deve essere. Il mondo ha un bisogno disperato di eroi, ne ha sempre avuto. Eroi oscuri, com’è oscuro il mondo, figli di un crepuscolo fumoso, che fanno quasi più paura dei criminali che sono chiamati a fermare. Vigilano nella notte, come sentinelle silenti, combattono nelle tenebre senza sapere se meriteranno la luce. Perché qualcuno lo deve fare. Lo Spettro pattuglia le notti londinesi, veglia sul sonno degli innocenti. La sua maschera è l’incubo dei malvagi, l’ultima speranza di chi ancora crede nella giustizia. Cosa ci sia dietro di essa non ha importanza. Non si può stringere tra le braccia un ideale, imprigionare un’aspirazione assoluta in un legame terreno. Lo Spettro non appartiene a nessuno. Neppure a se stesso.

Percyval Swan
Percy è un uomo del suo tempo, il figlio di un mondo che cambia, forse troppo in fretta, come accade quando si cresce. Legato alle proprie radici, e tuttavia proteso verso il futuro. Tenacemente fedele a valori intramontabili di giustizia, onestà, lealtà, a costo di apparire stupido li persegue quotidianamente, con la naturalezza del respiro. Forse questo non giova molto alla sua vita privata, ma alla fine ciò che conta è essere coerenti con se stessi.
Catherine ‘Orlando’ Swan
Un mondo nuovo ha bisogno di nuovi eroi. E anche di nuove eroine. Catherine Swan non sa se ne ha la stoffa, ma il senso di giustizia in lei eguaglia solo la sua inesauribile curiosità. Giornalista d’assalto, dedita alla cronaca più nera della più nera tra le città, impugna la penna non solo per aprire gli occhi al mondo sui fatti, ma anche per raddrizzare i torti, denunciare i soprusi e assicurare i ‘cattivi’ alla giustizia. Già. Però a volte non è facile capire da che parte stare. Chi siano i veri ‘cattivi’. E poi c’è quel dannato Sergente, con quel suo sguardo malinconico, che riesce a farla tremare di paura, e forse non solo quella…

Sir Horatio Hastings
 Figlio cadetto di una famiglia antica e potente, ha rinunciato alla ricchezza e al prestigio in nome dei propri studi e di una vita che gli permettesse di dimenticare se stesso e il dolore che reca con sè. Devoto all’Ergomeccatronica, abile ‘Maniscalco’, abita una casa infestata di ricordi, frequentata da spettri di carne e sangue e oscurità.
Beatrix Hastings
 Lei è la fanciulla che aspetta. Da sempre, per sempre. Che in eterno aspetterà. Perché ha perduto qualcosa, Beatrix Hastings, qualcosa di prezioso, qualcosa di inestimabile, e in quella perdita vive, di quell’assenza si nutre, sentinella smarrita ai confini di sè. Ma per fortuna a Badhouse c’è sempre tanto da fare, c’è sempre qualcuno di cui occuparsi, dimenticando se stessi. Lei è la fanciulla che aspetta, la fanciulla che ama, nel silenzio, in stanze in cui danza solo il pulviscolo di giorni di sole di mille anni fa.


Vi ricordo di seguire la prossima tappa. 2 Agosto - I miei sogni tra le pagine + Liber Arcanus Intervista doppia.

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