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mercoledì 22 aprile 2015

Recensione "Abelis" di M. Leonardi

Abelis di M. Leonardi, Lindau editore 

Abelis e’ un romanzo fansasy ambientato in un’epoca senza tempo, presumibilmente nel Medioevo. Protagonista del racconto è un bambino, Abelis appunto, che viene catturato – per sfruttare i suoi poteri ereditati dal re, suo padre Blennenort- dal crudele Ciambellano. Costui ha imposto una dura dittatura nel paese di Arileva dove si erge un imponente ed oscuro castello. In questo scenario sinistro, operano cavalieri la cui pelle è stata sostituita dal metallo delle corazze. Ciò è stato possibile grazie alla magia del saggio Messer Ferriere. Tutto il sistema di Arileva si regge sulla convinzione che i draghi - che volteggiano nel cielo e a volte mietono vittime tra la popolazione - siano dei mostri, incarnazioni del male assoluto da combattere ed allontanare ad ogni costo per garantire pace e tranquillità a tutti. A tale sistema si ribella Lutet, la madre di Abelis, e anche suo figlio: entrambi, infatti, sono convinti che i draghi non siano mostri ma semplici animali con i quali si può imparare a convivere perché «amare è decidere di esistere»

Lo scrittore Mauro Leonardi - che è anche un sacerdote - tiene anche un frequentato blog che sia chiama Come Gesù: http://mauroleonardi.it
RECENSIONE A CURA DI VITTORIO DE AGRO'
La paura del diverso, l’ignoranza e il pregiudizio sono spesso la base stessa sui cui molti politici costruiscono il proprio consenso e potere. Ciò che non si conosce viene visto come un nemico e contro di esso possono nascere inutili guerre. Amare chi è diverso da te è quasi una utopia, nonostante sia la base di qualsiasi religione e credenza. Una tale utopia che ha spinto l’autore Mauro Leonardi a scrivere un romanzo fantasy atipico in cui è difficile stabilire chi siano i buoni e chi i cattivi nel magico mondo di Arileva. Arileva è un regno governato dall’ambizioso e avido Ciambellano che con la scusa di proteggere e garantire la pace del il popolo è disposto a sconvolgere le regole non scritte della natura mutando gli equilibri della Natura. Per il Ciambellano bisogna sconfiggere e uccidere tutti i draghi considerati mostri senza scrupoli e con l’aiuto di Messer Ferriere ha trovato la formula per trasformare gli uomini in cavalieri con l’armatura al posto della pelle. Una formula nata dai poteri che ogni Re di Arileva possiede e che viene così adoperata per creare un esercito di soldati senza anima,passato e solo pronti e determinati a combattere. Il potere dei Cavalieri deriva dal Re Blennenort,lui stesso trasformato in un cavaliere, e affinchè tutto rimanga così,è necessario che alla sua morte ci sia già un successore, nella figura del giovane figlio Abelis. Abelis è anche figlio però della bella e pacifista( diremmo noi oggi) Lutet che rifiutando di assecondare i piani del Ciambellano e di Messer Ferriere, è scappata anni prima da Arileva per salvare il figlio dal suo “amaro” destino. 

Nonostante la fuga e l’isolamento, Abelis viene rintracciato dalle guardie e condotto al castello affinchè venga trasformato in cavaliere quanto prima, sebbene sia ancora un bambino. Messer Ferriere che lentamente comincia a dubitare delle idee e del modo di governare del Ciambellano non vuole sottoporre Abelis al rischio e al dolore della trasformazione se ciò non avviene nella totale simbiosi tra il cuore e mente della persona e la stessa armatura. E per ottenere tale simbiosi è necessario conoscere bene la persona e i suoi maggiori e intimi pensieri così Ferriere decide che sia lo stesso Blennenort ad addestrare Abelis, facendo nascere tra i due un vero e autentico rapporto tra padre e figlio, mentre Messer lascerà il castello cercando aiuto e conforto in Lutet. La donna , nonostante il tempo, si conferma una persona invasa dall’amore e dalla convinzione che i draghi non siano mostri da uccidere, ma esseri viventi come gli uomini da rispettare e amare e così con l’aiuto di Ferriere elaborano un rischioso piano per porre fine alla drammatica e tragica guerra e soprattutto di spezzare il sortilegio dei cavalieri. “Abelis” è un romanzo atipico. come ho scritto prima, perché sebbene presentato come un fantasy in vero potrebbe essere inserito nel genere romance . Sono presentati diversi e differenti tipi di amori: amore materno, amore per il potere,amore filiale, amore per il prossimo e soprattutto amore che nasce quando si forma una coppia e poi una famiglia L’amore declinato nelle diverse sfumature e collocato in un ambientazione insolita perché in fondo questo sentimento porta con sé qualcosa di magico e unico.

 Amore,Magia e Guerra, si mescolano e si alternano sulla scena creando un testo interessante, ben scritto,ma non sempre avvolgente e dal ritmo costante. Il lettore fatica un po’ ad entrare nel mondo di Arileva e a comprendere fino in fondo le filosofiche e spirituali tematiche. La struttura narrativa sebbene particolare e creativa, non risulta frizzante, accattivante fino in fondo. La lettura risulta non sempre fluida forse per lo stile molto curato e dotto dell’autore penalizzando in parte il lettore poco abituato a un codesto linguaggio in un fantasy. Il finale di Abelis anche se forzatamente a lieto fine nel complesso piace portando il lettore a pensare che in ogni epoca e mondo, la forza dell’amore abbia la meglio su tutto ,perché amare è vita.

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