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giovedì 16 ottobre 2014

Recensione "Macerie" di Claudio Piras

Titolo: Macerie
Autore: Claudio Piras
Prezzo: 3,99 EUR
Pagine: 174

Sinossi 
Durante un'alluvione una frana distrugge il paese di Antro, e con esso svanisce ogni possibilità per Pietro di ricordare il proprio passato. I sogni lo tormentano e lo guidano nel paese distrutto. Qui, sepolto dalle macerie, trova Antòni: lui potrebbe essere l'unico in grado di ricomporre la sua storia e quella di Antro stessa. Dopo un lungo silenzio Antòni comincia a parlare. Si succedono così i racconti "delle genti" ormai scomparse, storie drammatiche e poetiche, che appaiono poco credibili a chi è sopravvissuto perché non tutto corrisponde a quanto essi ricordano. Chi è allora Antòni? Mente quando dice di parlare con i fantasmi di Antro? Difficile dirlo.Tuttavia le sue parole sembrano indicare una via di redenzione per un'umanità colpevole e innocente insieme.
RECENSIONE A CURA DI VITTORIO DE AGRO' PER IL RUMORE DEI LIBRI

Il rapporto tra l’uomo e Madre Natura è spesso segnato dagli interessi del primo e dalla forza devastante della seconda che con i suoi tempi e modi ci ricorda che siamo solo di passaggio su questo terra e”giocare” a fare Dio è assai rischioso.

E’ cronaca di questi giorni come una “semplice e abbandonante”” pioggia provochi devastazione e morte nelle nostre città.

L’uomo si vanta superbamente della sua tecnologia e delle sue scoperte e poi piange impotente i danni provocati dall’ira dell’ambiente sfregiato

Irpinia, Friuli, Vajont, Firenze,Sarno, Genova, sono solo alcuni dei luoghi i dove Madre Natura in tempi diversi ha presentato il conto con terremoti, alluvioni ed esondazioni di fiumi.

L’autore Moreno con il suo “Macerie” ci presenta un romanzo particolare e pieno di sfumature e contenuti.

E’ un atto d’amore verso la terra, la bellezza della Natura sotto le forme della selvaggia e sconosciuta Sardegna montanara.

E’ un viaggio onirico dove incontriamo fantasmi, anime in pena e situazioni misteriose.

E’la ricerca affannosa dell’uomo di trovare la propria identità nel presente scavando nel proprio passato.

Il pretesto per raccontare questa storia parte del disastro naturale che colpisce Antro piccolo paesino della Sardegna distrutto da un alluvione. Un paesino inghiottito dal fango e dall’acqua, ma con esso anche la sua popolazione. La memoria storica cancellata. La ricerca disperata dei superstiti da parte dei soccorritori e i vili interessi economici di un imprenditore di ricostruire il paese speculando sul dolore e la paura.

Tra i soccorritori, c’è anche Pietro Mura originario di Antro, un uomo senza passato. La sua mente ha cancellato i ricordi d’infanzia e il vuoto di questa parte della sua vita gli pesa molto. Un strano sogno lo ha spinto a cercare un uomo .Tra le macerie del paese soccorre un uomo moribondo e decide di curarlo e di portarlo a casa in segreto nonostante il parere negativo della moglie Bernardina.

Il “dissepolto”, rivelatosi lo stesso uomo del sogno di Pietro, curato e nutrito riprende conoscenza e si presenta con il nome di”Antoni” e comincia a raccontare storie sugli abitanti di Antro morti durante l’alluvione incuriosendo e stupendo.

Sono racconti di vite vissute tra amore, tradimenti e lavoro che toccano l’anima di chi li ascolta.

Antoni diventa il portavoce delle anime che vagano ancora in questa terra perché ancora qualche conto in sospeso.

Macerie diventa una via di mezzo tra il film “The Others” e il serial tv “Ghost Whisperer” in salsa sarda.

Il filone ambientalista e quello onirico si mescolano e si alternano, generando a volte confusione nel lettore e mostrando alcuni limiti nello sviluppo narrativo.

Il ritmo della storia non è sempre scorrevole e il pathos narrativo funziona e avvolge solo a momenti.

Il linguaggio di Moreno è forbito, elegante e metaforico, ma piace e convince solo in parte non essendo sempre di facile lettura .

“Macerie” ha l’ambizione in parte riuscita di raccontare e descrivere le contraddizioni dell’uomo moderno diviso tra avidità e spiritualità pennellando con colori opachi un quadro suggestivo e malinconico di un mondo che ha perso il contatto con la Natura e soprattutto con il suo Io più profondo.


L’autore con il finale ci invita a porci delle domande sul nostro presente e soprattutto ci chiede di capire il nostro passato se vogliamo avere un futuro scevro da biechi interessi personali e in sintonia con l’ambiente che ci circonda.

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