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lunedì 1 settembre 2014

Recensione "Cacciatori di fantasmi" di Fabio Monteduro

Titolo: Cacciatori di fantasmi 
Autore: Fabio Monteduro 
Casa editrice: Runa Editrice 
ISBN: 978-88-97674-33-7 
Data di pubblicazione: 15/04/2014 
Genere: Thriller 
Formato: 14x21 con alette 
N.pag.: 434 
Rilegatura: Brossura 
Prezzo di copertina: € 17.00 
www.runaeditrice.it
www.facebook.com/runaeditrice
Sinossi Tutto ha inizio, da quel che ci è dato sapere, davanti al cancello di una grande villa di campagna, è lì che si consuma una morte assolutamente inaspettata quanto assurda. Da questo inspiegabile suicidio si diramano le angoscianti vicende del romanzo. Tra i protagonisti, Matteo, il cui sogno è di diventare un regista di film horror. Andrea, lasciato dalla moglie il giorno della nascita della loro bambina, tanto appassionato di sovrannaturale da possedere tutti gli strumenti per la rilevazione di entità spiritiche. Sarà l’incontro tra questi due personaggi che farà nascere l’idea di diventare cacciatori di fantasmi. E ancora, Emma, la sorella di Andrea, traumatizzata da certi avvenimenti accaduti loro da bambini durante una vacanza, sembra avere particolari poteri da medium. Alicia, una ragazza peruviana, laureata in psichiatria, pertanto refrattaria alle idee dei suoi “nuovi” amici. Su tutti si ergono tre inquietanti presenze: Erwin Kanvans, stimato psichiatra, autore di libri didattici che, improvvisamente, mette in discussione i fondamenti della psichiatria. Il S.Cataldo, un ex manicomio abbandonato da oltre trent’anni dopo una notte di terrore. Per finire, Fatima Gutiérrez, una levatrice chiamata, per ragioni misteriose, la Santa mammana. Gli improvvisati “cacciatori di fantasmi” si troveranno a lottare per le loro stesse vite, trovandosi, ben presto, faccia a faccia coi loro peggiori incubi. 
RECENSIONE A CURA DI FRANCESCA GHIRIBELLI PER IL BLOG IL RUMORE DEI LIBRI

Sono un’amante di molti generi libreschi e letterari, ma nonostante il genere sull’occulto mi abbia sempre affascinato molto, non mi sono mai veramente dedicata troppo a questo settore.

Questo libro per me è un ulteriore prova che riscatta sempre più l’autore emergente italiano, visto che già ne ho letti molti di libri inerenti alla categoria esordienti e tutti mi hanno entusiasmato e affascinato molto nei più svariati generi.

Stavolta è stato il turno di Fabio Monteduro, uno scrittore che non conoscevo, ma che credo fermamente abbia stoffa da vendere in questo genere per niente facile da scrivere e soprattutto da immedesimare in una trama di un libro.

Penso infatti che l’impresa sia ardua anche soltanto per il semplice fatto che chi legge libri dalla vena thriller e horror abbia tre principali aspettative: trama avvincente, stile scorrevole e che il fascino dell’intera storia possa far sciogliere un brivido lungo la schiena emozionando e lasciando stupiti.

Ecco, credo che questo romanzo abbia tutti questi ingredienti miscelando al suo svolgimento una sfumatura lugubre e gotica che in simili circostanze non guasta mai.

Tutto inizia con la morte di una ragazza davanti al cancello della sua nuova casa da sogno, dove andrà a vivere con il suo compagno.

Una morte alquanto improvvisa e resa strana anche dalla raffigurazione trovata sul cancello dell’abitazione: un serpente che si morde la coda e dal cui stomaco fuoriescono gambe e braccia umane.

Per chi non conoscesse l’intero evolversi della faccenda, ovviamente lo invito a leggere l’intero libro, perché non amo rovinare le sorprese, ma per chi si aspettasse da questo alquanto apparente inizio il susseguirsi di un giallo dai risvolti soltanto polizieschi e thriller si sbaglia di grosso.

Un indizio che può aiutare è la prefazione scritta da un esperto ‘Ghosthunter’ italiano.

Una storia che si incentra su una morte iniziale che si incatena ai successivi risvolti paranormali, con cui la trama cerca di dare una risposta alla comune domanda che lega tutti i protagonisti del romanzo: la speranza di avere l’incontro ravvicinato con uno spettro per testimoniare la speranza dell’esistenza dell’aldilà.

Ciò che però ha saputo creare bene l’autore è anche la perfetta simbiosi sul genere che unisce le esperienze di vita passata dei protagonisti.

Persone completamente tutte diverse tra loro, ma che alla fine sembrano sempre avere qualcosa a che fare con il tema del paranormale, soprattutto la passione che li lega all’occulto per scoprire tutta la verità fino in fondo.

Matteo e Andrea che si incontrano alla Cantina del Jazz e che iniziano la loro avventura su questa stessa passione armandosi dell’attrezzatura specializzata per scovare presenze su luoghi infestati e abbandonati.

Tutto parte dal Casale dei Pini, nuova casa di Sandra e Saverio,dove Sandra muore davanti al cancello, raffigurante il famoso serpente che si morde la coda e che intreccerà in seguito le sue vicende ad altri posti come l’Hotel Clarin e il famoso manicomio di San Cataldo.

La prima inspiegabile morte di Sandra introdurrà altri essenziali personaggi come Emma, la sorella di Andrea che insieme al fratello da piccola aveva vissuto un’esperienza palesemente paranormale in una casa presa in affitto per le vacanze; Diego, ex fidanzato di Emma, ma anche sensitivo e per finire Alicia,neolaureata in psichiatria.

Sarà proprio quest’ultima che attraverso il districarsi della storia immetterà nella trama anche il professor Kanvans, esperto in schizofrenia, nonché ultimamente scienziato credente nell’occulto.

Per chi leggerà il romanzo so che forse i patiti del genere troveranno di nuovo tutti gli ingredienti che descrivono luoghi maledetti o posti abbandonati e infestati dall’idea che possano nascondere la verità tanto attesa, ma per chi riuscirà veramente a entrare dentro alla trama troverà la bravura dell’autore che racconta il tutto con l’occhio informato ed esperto del ghosthunter armatosi di coraggio e pazienza.

Un libro raccontato da un punto di vista particolare e inusuale, dove giallo, thriller, horror e gotico ballano un elegante valzer in punta di piedi, riuscendo alla fine a sconvolgere il lettore stupendolo con l’accattivante vicenda di Fatima Gutierrez, la partera.

Conferisco cinque stelle alla lettura di questo piccolo capolavoro, perché Monteduro ha saputo intrecciare il lato psichico dei protagonisti all’intera vicenda soprannaturale: descrizioni di incubi nel sonno che si legano alla perfezione con i reali fatti accaduti nel passato di ogni protagonista.

Tutto prima del gran finale ci fa scoprire quanto ogni personaggio possa nascondere i propri scheletri nell’armadio, ma la verità torna sempre a galla.

Grazie ai numerosi flashback la trama si inoltra nella psiche di ognuno di noi, facendoci fare un’analisi introspettiva del nostro inconscio e facendoci riflettere anche sulle nostre più piccole paure.
Una storia per chi ama il genere, anche per chi si avvicina ad esso per la prima volta, ma soprattutto a chi crede fermamente negli spettri o anche soltanto per chi ci spera relativamente.
Una lettura da fare al buio anche per chi non crede assolutamente che possa esistere una vita dopo la morte.

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