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sabato 5 luglio 2014

Recensione !La Notte Che Uccisi Jim Morrison" di Luigi Milani

La Notte Che Uccisi Jim Morrison 
Luigi Milani (Autore)
Prezzo Kindle: EUR 0,99
Sinossi
Jim Morrison, artista maledetto per antonomasia, voce e cofondatore dei Doors, è scomparso il 3 luglio 1971 a Parigi. O meglio, così recitano le biografie ufficiali dell'artista amato da milioni di fan in tutto il mondo.
Ma le cose stanno davvero così? E se invece, come suggerito di recente dal tastierista della band Ray Manzarek, il mitico Re Lucertola non fosse affatto morto, quella terribile notte di oltre 40 anni fa?
Luigi Milani, scrittore ben avvezzo ai tanti misteri che da sempre circondano il mondo del rock – è autore anche del romanzo bestseller Nessun Futuro, dedicato a un'altra icona della musica contemporanea, Kurt Cobain – esplora il mistero della presunta scomparsa del grande artista. E lo fa offrendo ai lettori un racconto incalzante e oscuro, che cancella ogni certezza e spalanca nuove prospettive sul mistero che tuttora avvolge le sorti del mitico Re Lucertola.
RECENSIONE FATTA DA VITTORIO DE AGRO' AUTORE DI ESSERE MELVIN PER IL RUMORE DEI LIBRI

Ci nutriamo di sogni e speranze per combattere la noia del quotidiano. L’uomo della strada sente, spesso, il bisogno d’innalzare a “idoli” personaggi del cinema, dalla tv e soprattutto della musica per sentirsi parte di una comunità arsa dalla voglia di vivere intensamente e senza limiti.
La passione, l’inquietudine, la fama portano alla nascita di “ Leggende”:uomini e donne che in qualche modo segnano un’epoca e soprattutto condizionano una generazione. La vulgata vuole queste”Leggende” siano però per lo più anime inquiete e fragili,” posseduti”da demoni che velocemente e inesorabilmente li corrodono fino a spingerli all’auto distruzione.
Un caso esemplare è sicuramente Jim Morrison, genio e sregolatezza della musica negli Anni 60 capace con la sua talentuosa voce d’infiammare milioni di persone e di rendere unica la musica del suo gruppo “The Doors”.

Luigi Milani con questo libro, da vero appassionato e competente del genere,conduce il lettore nelle ultime convulse settimane di vita del cantante. Morrison, non capace di gestire la fama e popolarità , diventandone in qualche modo vittima..
La vita di Jim segnata dagli eccessi alcolici, dalla droga e da movimentate vicende sentimentali e sessuali, è pero scandita da una intensa e autodistruttiva relazione con la giovane studentessa Pam Courson.

Dopo dieci anni di successi, all’inizio degli anni 70 , Jim e il suo gruppo sono chiamati a fare delle scelte per delineare il proprio futuro. Morrison è stanco, segnato nel fisico dagli abusi, vuole scappare da questa gabbia dorata e nonostante i tentativi di persuasione dell’amico e cofondatore del gruppo Ray Manzarek, decide di trasferirsi in Francia con la sua compagna.

Parigi negli anni 70 è la patria degli eccessi. L’ atmosfera e soprattutto lo stile “bohemien” dei parigini, non può che far peggiorare ancora di più la salute fisica e mentale del cantante ,spingendolo al gesto estremo, il 3 luglio del 1971 in una lussuosa camera d’ albergo.
Questa è la “fredda” cronaca dei fatti, così la storia riporta la fine umana di Jim Morrison.
Ma siamo sicuri che sia davvero finita cosi? Jim Morrison si è davvero suicidato, affogato ubriaco in una vasca da bagno?

Milani presenta al lettore la sua personale e originale idea su cosa sia successo realmente in quella camera d’albergo, portando avanti la sua teoria con efficacia e bravura, riuscendo a coinvolgere e interessare il lettore.
Il libro diviso in tre parti, scandisce temporalmente i momenti clou della vicenda tra passato, presente e futuro. Lo stile è incalzante, diretto , ma nello stesso tempo semplice e chiaro. Milani ,con il suo scritto, rende omaggio alla figura di Jim Morrison, ma in più generale agli anni 60, periodo storico irripetibile e al suo amore per la musica.

Si sente la passione dello scrittore per il tema, riesce a trasmetterlo, dando un buon ritmo e pathos narrativo alla storia, senza essere mai troppo retorico e prevedibile.
Forse le pennellate che descrivono i vari protagonisti potevano essere meno sfumate e più incisive, ma comunque il lettore riesce a percepire i differenti” colori” che segnano le loro vite.
Jim Morrison diceva spesso agli amici che “sarebbe tornato dopo la Morte”e che solo sfiorando la Morte stessa si sentiva vivo. Forse la teoria di Milani non rispecchia la realtà, ma chi amato la musica di Jim Morrison , almeno per un momento chiudendo il libro non può non sperare che sia questo il vero finale della storia, pensando più al Morrison uomo che alla Leggenda.

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